Cronaca

Le regioni vogliono abbandonare l'indice Rt

I governatori vogliono rivedere il parametro che descrive il tasso di contagiosità del coronavirus e chiedono al governo di modificare i criteri di valutazione per il passaggio di un territorio in una diversa fascia di rischio

L'indice Rt è diventato il nemico numero uno delle regioni, a tal punto che i governatori, Luca Zaia compreso, negli ultimi giorni hanno chiesto più volte al governo di modificare i criteri di valutazione per il passaggio di un territorio in una diversa fascia di rischio, dando meno peso al parametro che descrive il tasso di contagiosità del coronavirus Sars-CoV-2 dopo l'applicazione delle misure anti covid. Lo riporta oggi Today.

Proprio a proposito dell'indice Rt, il presidente della Conferenza delle regioni, Massimiliano Fedriga, ha fatto questa proposta al governo: «La prima cosa da superare oggi, vista anche la situazione contingente, è l'indice Rt che oggi andiamo a valutare». In alternativa, secondo Fedriga, si potrebbe tenere in considerazione un altro indice, «l'Rt ospedaliero: fa capire se aumentano o diminuiscono le richieste di ospedalizzazione ed è un indicatore che può dare un segnale importante, e che non dà una visione distorta», ha aggiunto.

Sulla stessa lunghezza d’onda anche Stefano Bonaccini, presidente della regione Emilia-Romagna. «Spero che il governo faccia una revisione di come oggi vengono considerati i dati. L'Rt, che indica la trasmissione dei contagi, a mio parere dovrebbe essere superato da un Rt ospedaliero - ha sottolineato -. Noi abbiamo un Rt che si sta avvicinando a 1, però abbiamo il crollo dei ricoveri nei reparti ospedalieri, terapie intensive e reparti covid. E io credo che l'importante sia che non ci sia più quel sovraffollamento, qui come in tutta Italia, come nei mei scorsi».

Le regioni vogliono abbandonare l'indice Rt 

In sostanza i presidenti delle regioni chiedono al governo di abbandonare l'indice Rt nel meccanismo di valutazione del rischio covid alla luce del quadro epidemiologico attuale e più favorevole, con meno casi e la campagna vaccinale in corso, dando maggior peso ai numeri degli ingressi in ospedale.

Il parametro Rt, secondo le regioni, non sarebbe più adeguato perché darebbe una visione distorta e non aggiornata dell'andamento dell'epidemia, ora in miglioramento. Da un lato il pressing dei governatori, dall'altro le riflessioni degli esperti pro o contro l'indice usato per determinare la tipologia di restrizioni. Il dibattito è aperto: salvare o affondare l'indice di contagio Rt così come lo conosciamo oggi?

In realtà la faccenda è un po' più complessa e il monitoraggio settimanale dell'Istituto superiore di sanità e del ministero della Salute in base al quale il governo stabilisce se una regione va in zona bianca, gialla, arancione o rossa non si basa su un unico indicatore. Non è soltanto l'indice Rt a sancire il passaggio di una regione in una determinata fascia di rischio covid.

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