Infermiere preso a calci e pugni da un paziente: si dovrà operare

L'operatore ha riportato la rottura di un tendine. L'aggressore, un 20enne, è stato denunciato.

Aveva bevuto e ha dato in escandescenza. Urla, insulti, fino ad arrivare alla violenza. Si è scagliato contro un infermiere e lo ha colpito con calci e pugni, provocandogli la rottura di un tendine all'altezza del ginocchio. Il protagonista dell'aggressione è un ventenne di nazionalità bengalese, che domenica sera ha seminato il caos all'interno del pronto soccorso dell'ospedale dell'Angelo di Mestre. 

Il contrasto alle aggressioni

L'infermiere adesso dovrà operarsi (la prognosi supera i 40 giorni), mentre il giovane è stato denunciato. Per arginare la pressione all'interno dei pronto soccorso, già teatro in passato di altre aggressioni, la direzione dell'Ulss 3 Serenissima ha predisposto un percorso di contrasto: "E' stato costituito - spiega il Direttore Generale Giuseppe Dal Ben - un gruppo di lavoro 'Prevenire gli atti di violenza'. A questo tavolo sono rappresentati tutti i livelli, e le figure di coordinamento lavorano insieme agli Rls, cioè ai responsabili dei lavoratori per la sicurezza, e insieme all'équipe del rischio clinico e alla psicologia ospedaliera". 

Formazione e comunicazione

La prima direttrice percorsa è quella della formazione che, in stretta collaborazione con l'Ordine degli Infermieri, viene offerta e sollecitata agli operatori: attraverso corsi specifici, realizzati da esperti di comunicazione e psicologia, si punta a dare loro gli strumenti per leggere più in profondità le situazioni di pericolo, e per prevenirle là dove possibile, sottraendosi così a situazioni di pericolo. Il secondo livello è quello della comunicazione verso gli utenti: è stata preparata una campagna di infografica rivolta in particolare a chi usufruisce del Pronto Soccorso. L'Ulss 3 sottolinea con forza, in questa comunicazione, il concetto del rispetto necessario tra paziente e operatore sanitario: la violenza è spesso anche una violenza verbale, in molti casi perpetrata da persone che non sono portatrici di disagio, ma assumono comunque atteggiamenti di insofferenza e di provocazione.

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Guardie giurate

Anche la riorganizzazione degli spazi del Pronto Soccorso, ora in corso, è stata disegnata a partire dalle proposte espresse dal Gruppo di Lavoro contro gli atti di violenza. Dallo stesso Gruppo di Lavoro è giunta la proposta di costituzione di specifici sportelli di consulenza - sul rischio clinico e di supporto psicologico, e in prospettiva anche legale - rivolti al personale. Si sta infine valutando la possibilità di rivedere la grafica del cartellino di riconoscimento degli operatori del Pronto Soccorso e di introdurre un cartellino di riconoscimento degli accompagnatori dei pazienti in Pronto Soccorso. Resta comunque fondamentale la presenza di operatori della sicurezza - in Pronto Soccorso è presente una guardia giurata e opera un punto di Polizia - che con la loro divisa e con la facoltà di intervento costituiscono ovviamente un freno, in molti casi, alle azioni violente.

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