La mafia tra noi: "Bloccate realtà pericolose, sull'usura agire di più"

Il prefetto, in vista anche della tornata elettorale, ha inviato una lettera a enti locali e forze dell'ordine: "Estendere i controlli dal pubblico al privato"

Ci sono le elezioni alle porte e ci sono le grandi opere. I rivoli attraverso cui la criminalità organizzata può estendere i propri tentacoli sono numerosi e spesso subdoli. In tempi di consultazioni elettorali, sia a livello regionale che comunale, è naturale che le antenne della Prefettura di Venezia siano dritte, cercando di stringere il più possibile le maglie dei controlli. Per questo motivo martedì, di rientro dalle festività pasquali, il prefetto Domenico Cuttaia ha inviato a tutti i rappresentanti degli enti locali e delle forze dell'ordine un documento in cui in primis si fa ordine su quanto si sta attuando per mettere i bastoni tra le ruote alla criminalità organizzata, e in secondo luogo si punta il dito dove ancora serve lavorare.

Qui, forse, il dettaglio più interessante: nella missiva Cuttaia sottolinea il numero di denunce molto basso di estorsioni e usura, sintomo che ancora esiste una certa "presa" di questo tipo di reati. In grado di inertizzare spesso ogni tentativo di reazione da parte delle vittime. "E' una tendenza negativa - sottolinea il titolare di Ca' Corner - la denuncia di tali reati costituisce un elemento essenziale per lo svolgimento delle indagini, e nel contempo l'esperienza dimostra come, una volta presentata la denuncia, la totalità dei casi venga positivamente risolta dagli inquirenti". Un'inerzia da contrastare attraverso lo sforzo degli amministratori locali, "favorendo incontri con gli organismi di rappresentanza di imprenditori, artigiani e operatori commerciali e sostenendo la costituzione di organismi antiracket".

La chiave per aprire uno scrigno composto da omertà e paura è dunque, secondo il prefetto, la collettività. Solo una risposta della società civile sarebbe infatti in grado di fare terra bruciata attorno a chi lucra sulle spalle di imprenditori e artigiani. Al contempo, però, non ci sono solo i pesci piccoli. Sotto la lente d'ingrandimento della prefettura, grazie a un protocollo ad hoc, anche gli appalti e i cantieri gravitanti attorno alle grandi opere che stanno vedendo la luce nel nostro territorio: "Oltre alle misure interdittive adottate nei confronti di imprese che presentavano situazioni non ritenute conformi ai requisiti prescritti dalla legge - continua Cuttaia - è stata sviluppata una notevole attività informativa su un elevato numero di imprese, incentrando anche l'attenzione sulle attività svolte fuori dal Veneziano".

Grazie a ciò alcune ditte non sono state iscritte nella "white-list" prevista dalla normativa antimafia. Un'organizzazione allargata ai cantieri privati, regolati dal diritto civile: "Con aziende partecipate da capitale pubblico (Eni, Enel, Fincantieri) azioni del genere hanno consentito di individuare per tempo veri e propri tentativi di inserimento di soggetti pericolosi - scrive il prefetto - Sarebbe utile trasferire questo modello anche in ambiti prettamente privatistici". Sulle elezioni, infine, Ca' Corner ha affermato l'importanza della collaborazione dei rappresentanti del territorio, in modo da poter avere a disposizione le liste elettorali in anticipo e non dopo la chiusura delle urne.

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