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"Situazione preoccupante", i vigili veneziani sul piede di guerra

Nel mirino dei sindacati, oltre alle decurtazioni sui salari, episodi di presunte violazioni ai diritti dei lavoratori. Possibilità di scioperi

Decurtazioni degli stipendi, ma anche una serie di atteggiamenti da parte della dirigenza che a sindacati e lavoratori non vanno giù. Il malcontento serpeggia sempre più tra gli agenti della polizia municipale veneziana, pronti, secondo quanto spiega il coordinatore Diccap Veneto Luca Lombardo, a nuove iniziative di protesta già entro aprile. C'è un po' di tutto, tra gli episodi lamentati recentemente all'interno del corpo: l'abbassamento della soglia di tolleranza sulla timbratura del cartellino a 10 minuti, la decurtazione degli armadietti negli spogliatoi, le ferie negate, un lavoratore a cui non è stato concesso il ricorso alla legge 104 per assistere un familiare malato. Tanto che si parla di attacchi ad istituti normativi, sottoposti ora all'attenzione del comitato unico di garanzia.

Per non parlare poi della preoccupazione per il futuro di una serie di dipendenti precari (sarebbero 300 tra istituti scolastici e vigili urbani), che da fine 2015 potrebbero rimanere senza lavoro. Tra le iniziative presentate venerdì nel corso di una conferenza stampa, una manifestazione di protesta e la convocazione di un incontro con i candidati sindaco per conoscerne intenzioni e programmi sui temi cari al corpo di polizia locale. Ma non è esclusa la possibilità di ricorrere allo sciopero, votata nel corso dell'ultima assemblea di martedì. Tutto da mettere in atto entro aprile, o maggio al massimo. Oltre all'intenzione, naturalmente, di monitorare l'operato del futuro sindaco fin dal suo insediamento.

"Riteniamo che ci sia nella già difficile vertenza che viviamo da mesi il ricorso a meccanismi che danneggiano gratuitamente i lavoratori e che infiammano gli animi - spiega Lombardo -. Si tratta di un peggioramento delle condizioni in una situazione che non è stata causata dai dipendenti, ma dalla classe dirigente, che non ha mai pagato per questo. L'attuale gestione commissariale si dimostra gravemente insufficiente, incapace di produrre organizzazione, formazione, addestramento adeguati. Il servizio è retto ancora una volta soltanto sulla buona volontà degli operatori".

"Abbiamo chiesto più volte la convocazione di un consiglio comunale aperto a città e lavoratori - continua Lombardo - in cui si potesse chiedere conto di ciò che è successo nel Comune di Venezia e di chi sono le responsabilità del dissesto finanziario. Non siamo mai stati ascoltati, ma insisteremo: ad oggi non si conoscono le responsabilità". "Ci vuole discontinuità con il passato, - conclude - nuove normative che definiscano in modo preciso quali sono le funzioni della polizia municipale: allora si potrà anche parlare di dotare gli agenti di armi, prima ci sono molti altri problemi da risolvere".

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