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Richiede all'Inps una visita: la risposta 10 mesi più tardi, quando la malattia ha già vinto

Una domanda per una visita di aggravamento spedita a febbraio che deve aspettare il 2 dicembre per una risposta, ma la 49enne è morta a maggio: rabbia e delusione dalla famiglia

Un fatto triste e grave, che colpisce chi ha, e sta, già soffrendo molto. La vicenda, riportata dal Gazzettino, è quella di O.V., una donna totalmente invalida venuta a mancare lo scorso 16 maggio all’età di 49 anni, per una malattia molto rara, l’omocistinuria.

Viveva con la sorella S.V. e i genitori ultraottantenni a Burano, dove riusciva a mantenersi grazie al costante aiuto delle persone vicine e a una pensione di 289 euro al mese: lo scorso 18 febbraio la famiglia avrebbe presentato all’Inps la domanda di aggravamento (la terza), la cui procedura prevede una visita per verificare le condizioni del o della malata. La lettera di risposta però, con convocazione per il 29 novembre nella sede di Dorsoduro, non solo sarebbe arrivata 10 mesi dopo, il 2 dicembre, ma con addirittura 3 giorni di ritardo sulla data stabilita per la visita.

La sorella, Sabrina, aperta la busta non ha creduto ai proprio occhi: Orietta era ormai morta da 6 mesi e quella convocazione sembrava non tenerne affatto conto, per di più, anche nel caso la malata fosse stata ancora viva, avrebbe perso la visita che aspettava da quasi un anno, visto che l’appuntamento sarebbe stato stabilito per una data già passata. Una ferita di dolore e mancanza cui si aggiunge la beffa di un sistema negligente.

Sabrina avrebbe poi chiamato l’Inps e ricevuto le scuse di un operatore.

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