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Inquilini pagavano affitti più bassi del dovuto nelle case Ater

La Procura della Corte dei conti contesta «una gestione volutamente confusa e superficiale». I danni erariali ammonterebbero a quasi 350mila euro

Un danno per le casse pubbliche dell'Ater di ben 348.615,38 euro, è questo ciò che ha preventivato la Corte dei Conti. La vicenda, come riporta La Nuova Venezia, riguarda duecento contratti d'affitto scaduti e mai rinnovati per anni, cosicchè il coinquilino continuava a pagare un canone vecchio e più basso di quello che doveva essere.

La procura chiede la restituzione della somma al responsabile dell’Ufficio immobiliare, per l’80% dell’ammontare, e, naturalmente in misura proporzionale alla durata dell’incarico, ai vari direttori che si sono succeduti negli anni, dal 2008 al 2014.

Secondo la Procura, che gli contesta il dolo, il responsabile dell’Ufficio immobiliare, non solo non avrebbe rinnovato i contratti scaduti nonostante le sollecitazioni dei vari direttori, ma avrebbe anche chiesto canoni inferiori rispetto quelli disposti dalla direzione, mantenendoli quindi al minimo anche quando si trattava di immobili di pregio. I ritardi sarebbero della durata anche di 52 mensilità e sembrerebbe che alcuni degli inquilini non avrebbero dovuto beneficiare del rinnovo del contratto in quanto avevano superato il reddito necessario all'assegnazione. Tutto ciò però è passato sotto traccia ed ora i danni all'Ater si avvicinerebbero a 350mila euro

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