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Cronaca

Valori alti d'inquinamento dell'aria, permane il livello di allerta rosso

Dati Arpav validi fino alla rilevazione delle Pm10 di mercoledì. Ad oggi sono 11 i giorni di superamento consecutivi misurati, e ne sono previsti altri 3 tra oggi, domani e dopodomani. L'opposizione: «Pochi controlli»

Arpav comunica il mantenimento del livello di allerta 2 "Rosso" per la concentrazione di Pm10 nell'aria sul territorio del Comune di Venezia, che sarà valido fino al prossimo giorno di controllo previsto per mercoledì 26 gennaio, quando verrà emesso il nuovo bollettino. Nei giorni di valutazione (lunedì-mercoledì-venerdì) si considerano i superamenti consecutivi del valore limite giornaliero del Pm10 misurati fino al giorno precedente e i dati previsti dal modello Spiair (Sistema per la previsione dell'inquinamento dell'aria) per la previsione dei principali inquinanti atmosferici per il giorno in corso e i due successivi. Ad oggi sono 11 i giorni di superamento consecutivi misurati, e ne sono previsti altri 3 tra oggi, domani e dopodomani. Per far scattare il livello Rosso sono necessari 10 superamenti consecutivi tra misurati e previsti. Stop ai veicoli anche commerciali euro 5 diesel per 4 ore al giorno, dalle 8.30 alle 12.30.

È possibile consultare la pagina web: https://www.comune.venezia.it/it/content/misure-contenimento-dei-livelli-concentrazione-pm10. Il bollettino di allerta PM10 è disponibile alla pagina https://www.arpa.veneto.it/inquinanti/bollettino_allerta_PM10.php.

«In queste settimane i dati della qualità dell'aria sono pesantissimi - attacca il Pd all'opposizione -, al punto da far scattare l'allerta rossa. Nei primi 22 giorni del 2022 si sono registrati 13 sforamenti alla centralina del parco Bissuola, 15 a Malcontenta e in via Tagliamento e addirittura 16 in via Beccaria - scrivono capogruppo e consigliere del Partito Democratico, Monica Sambo e Alessandro Baglioni -. L'amministrazione si limita a emanare i provvedimenti derivanti dall'accordo di bacino padano, applicandoli in maniera timida. Nei giorni feriali non si vedono particolari controlli, e le domeniche ecologiche non sono state ben pubblicizzate. Occorre estendere i provvedimenti alla città d'acqua, con particolare attenzione alle emissioni dei motori marini diesel: durante la sessione di bilancio abbiamo presentato un emendamento su questo punto, che è stato respinto. Si tratta di studiare provvedimenti che favoriscano un progressivo passaggio a motori con minori impatti».

Il semaforo arancione e rosso per i livelli di inquinamento atmosferico sta riguardando circa 3 milioni di veneti, afferma Legambiente, che a febbraio pubblicherà il rapporto “Mal'aria di città 2022” per fare il punto della situazione. «L’inizio del 2022 risulta peggiore rispetto al 2021 - scrive l'associazione regionale - A gennaio, per un giorno su due, circa due milioni e mezzo di cittadini veneti hanno respirato aria con valori pericolosi di inquinanti atmosferici, in particolare di Pm10, particolato che può causare molti disturbi collegati all'apparato respiratorio (l’Airc classifica l’inquinamento dell’aria tra le sostanze cancerogene) e genera costi più elevati rispetto alla media europea per il ricorso alle cure mediche, come registrato nel rapporto Epha (European Public Health Alliance) 2018». 

«La Regione e i sindaci devono adottare al più presto politiche pubbliche per mobilità e riscaldamento a emissioni zero - commenta Luigi Lazzaro, presidente di Legambiente Veneto - Mezzi pubblici elettrici, bici e auto elettriche condivise, mobilità ciclo-pedonale. Ok al superbonus (110%) se ben speso per ridurre l'inquinamento da riscaldamento. Non servono invece incentivi per le caldaie a gas e proroghe ai permessi di circolazione dei veicoli diesel più inquinanti».
 

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