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Smog, "tangenziale killer" fino al 12% in più per polmoni e cuore

Pubblicati i dati dell'indagine epidemiologica sugli effetti dell'inquinamento condotta dall'università di Padova e voluta da Comune di Venezia

"L’incidenza delle malattie cardiovascolari (cardiopatia ischemica e la sua complicanza più drammatica, l’infarto del miocardio) aumenta del 12% nelle persone che abitano nella fascia più soggetta all’inquinamento da tangenziale (fascia A) rispetto al resto della cittadinanza". Questo l'incipit della nota, diffusa dal Comune di Venezia, dell’ “Indagine epidemiologica sugli effetti dell’inquinamento dalla tangenziale ovest di Mestre”, ricerca scaturita dalla richiesta del Coordinamento contro l'inquinamento da Tangenziale (Co.Cit), e curata dal professor Lorenzo Simonato del dipartimento di Medicina molecolare dell’università di Padova, su incarico del Servizio programmazione sanitaria, con la collaborazione di Arpav Mestre e Aulss 12 Veneziana.

"Il dato - prosegue la nota el Comune - scende al 9% se aggiustato per la variabile socio-economica, a conferma del fatto che, come è noto da tempo, il grado d'istruzione, il livello di educazione sanitaria, la maggiore facilità di accesso alle cure, influiscono nel determinare lo stato di salute delle persone. Aumenta inoltre, nella popolazione più esposta all’inquinamento da tangenziale, anche la frequenza di malattie dell’apparato respiratorio, in particolare  della bronchite cronica che richiede l’uso di farmaci, con un tasso di incidenza intorno al 5 %. Persino per il diabete di tipo II, patologia che all’inizio non era tra quelle considerate a rischio all’inizio dell’indagine, si registra un eccesso di incidenza del 9%".

La ricerca, frutto del lavoro sinergico tra più enti, come ha ricordato il coadiutore del sindaco alla Sanità Bruno Centanini, si basa su un sistema che ha permesso di interrogare i dati contenuti negli archivi dell’anagrafe sanitaria dell’Aulss (certificati di morte, schede di dimissione ospedaliera, prescrizioni farmaceutiche, esenzioni dal ticket), relativi a oltre 148mila assistiti,  incrociandoli poi con i dati raccolti con il censimento del 2001 per poterli georeferenziare. “Mi auguro - ha auspicato Simonato - che il monitoraggio avviato con questo studio prosegua nel tempo. Per poter individuare un collegamento tra le cause scatenanti di alcune patologie, come ad esempio i tumori, è necessaria infatti  l’osservazione su un lungo periodo.”

La nostra città – ha concluso l'asessore comunale all'AmbienteGianfranco Bettin – sta pagando da tempo un caro prezzo, in termini di salute e di qualità della vita, per la presenza di Porto Marghera e della tangenziale di Mestre nel proprio territorio, due infrastrutture che hanno contribuito allo sviluppo del Paese, ma sulle quali la città non ha mai potuto dire la sua. L’indagine presentata oggi è davvero un lavoro di qualità, un esempio di collaborazione positiva tra enti e cittadini, che deve diventare un modello da replicare”.

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