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L'accusa: "Insulti razzisti sul bus", atmosfera rovente a bordo. L'azienda: "Indagini interne"

Mercoledì pomeriggio un gruppetto di eritrei sarebbe stato aggredito verbalmente dal conducente del mezzo: "Sono razzista, e allora?". L'azienda: "Pronti a difendere il nostro buon nome"

Insulti razzisti gratuiti. Senza un motivo. A questo spettacolo poco edificante avrebbe assistito un giovane residente nel Veneto orientale che ha deciso di rendere pubblico quanto accaduto nel tardo pomeriggio di mercoledì a bordo di un autobus a San Donà.

Non a lui, ma a un gruppetto di persone di nazionalità eritrea che, secondo sempre il testimone, avrebbe avuto l'unica colpa di voler salire a bordo di un pullman condotto da un autista molto infastidito dalla loro presenza. "A un certo punto il conducente si è fermato e, vedendo chi stava per salire, ha detto che tra terroni e negri non sapeva quale m... fosse peggio", racconta il giovane.

Inevitabile che l'atmosfera subito si incendiasse, con i passeggeri di colore che, mentre l'autobus ripartiva senza comunque lasciarli a terra, se la sono presa con il loro interlocutore. Chiedendo spiegazioni. Tutto un malinteso? Il conducente si riferiva a loro? "Io sono razzista - avrebbe quindi dichiarato apertamente l'uomo, in tono di sfida - Ma i primi razzisti siete voi. Fine della storia". La discussione è quindi continuata per alcuni minuti. Finché i passeggeri non sono arrivati a destinazione.

Una volta pubblicata la notizia, l'azienda di trasporti di cui fa parte l'autista ha disposto delle indagini interne. "Precedentemente non aveva avuto alcuna segnalazione da parte di passeggeri o testimoni - dichiara in una nota - così come dalle forze dell’ordine, come da prassi è stata avviata una istruttoria interna, al fine di accertare come sono andate esattamente le cose ed eventuali responsabilità. Se, al termine di questa indagine interna, l’autista del bus risulterà effettivamente responsabile di avere detto delle frasi non consone in una società civile sarà sanzionato come da disposizioni interne. In caso contrario, se l’autista non ha rivolto alcuna frase ingiuriosa nei confronti dei passeggeri extracomunitari e anzi ha subito degli attacchi verbali, tali da pregiudicare il suo normale svolgimento dell’attività che, ricordiamo, è di grande responsabilità per le persone che ha a bordo, allora l'azienda darà mandato ai suoi legali affinchè il suo buon nome venga tutelato".

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