Ritorno a scuola sempre più lontano. Non resta che incontrarsi a distanza

I sindacati: «Ripensare i servizi educativi. Riorganizzare la comunicazione e l'interazione, permettere i collegi, riavvicinare insegnati, bambini e famiglie». Uil: «No imposizioni dei temi dall'alto»

Scuola materna XXV Aprile, archivio

Se a scuola non si torna, e mancano sempre di più compagni e maestre, in questa emergenza coronavirus che impone l'eliminazione forzata dei rapporti sociali anche fra i più piccoli, non resta che affidarsi ai telecontatti. Smartphone e pc permettono di interagire su Skype e altre piattaforme, e per Mario Ragno segretario della Uil Fpl Venezia, visto che «la stragrande maggioranza del personale è in contatto già nei modi più disparati con i genitori, è opportuno far partire una piattaforma dedicata. Ho sentito - scrive Ragno all'Amministrazione comunale - moltissime insegnanti ed educatrici aprire un dibattito sul tema. Molte vorrebbero poter far qualcosa per le famiglie». Ma, spiega, riferendosi ai video commissionati dalla dirigente, «non nella modalità della impostazione prestabilita delle tematiche. Serve lasciare massima libertà a ogni singolo collegio o sezione di interagire con i genitori. Lo scopo non deve essere quello di dare lezioni per casa, o insegnare a genitori e nonni il loro mestiere, ma far sentire la vicinanza ed essere pronti ad ascoltare eventuali richieste di aiuto». 

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A distanza sì, ma collegati

«In questi giorni di riorganizzazione complessiva e di costruzione degli strumenti per il lavoro a distanza - dice rivolgendosi alle istituzioni anche Daniele Giordano della Fp Cgil - l'importante è che si verifichi il corretto funzionamento dei dispositivi in modo che possano essere utilizzati da tutto il personale, sia per aggiornarsi che per interagire». Per Giordano sarebbe necessario predisporre uno strumento di comunicazione che permetta di inviare video messaggi all’Amministrazione e rendere possibili forme alternative di riunione dei collegi a distanza, con scambio di materiale anche con le famiglie. «Nel prolungarsi di questa emergenza, a nostro avviso, può essere molto importante il mantenimento, anche per le educatrici e le insegnanti, di un rapporto seppur a distanza con le famiglie e i bambini».

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