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Che faceva a Mestre l'ex boss di Cosa Nostra? Interrogato Galatolo

Il Pm veneziano Giovanni Zorzi ha ascoltato in carcere il pentito Vito Galatolo, chiedendogli spiegazioni sul suo soggiorno in via S.Pio X

Il Pm Giovanni Zorzi interroga il pentito Vito Galatolo. Per la prima volta il pubblico ministero ha ascoltato l’ex boss palermitano di Cosa Nostra facendolo parlare della sua permanenza a Venezia. Galatolo è rinchiuso in carcere e ha deciso di collaborare. Come riporta La Nuova Venezia, tutto ciò che ha detto è coperto dal segreto istruttorio. E’ possibile, in ogni caso, che l’ex boss abbia fornito importanti elementi per proseguire con le indagini anche in Veneto.

Galatolo ha già dato in passato importanti informazioni sui preparativi per l’attentato nei confronti del pubblico ministero Nino Di Matteo. Dopo aver già scontato una condanna per associazione di stampo mafioso, l’ex boss si trasferì a Mestre con la famiglia e rimase a vivere in un’abitazione di via San Pio X dall’ottobre 2012 al 23 giugno 2014, giorno dell’ultimo arresto. Ma cosa ci faceva Galatolo proprio a Mestre?

Di sicuro sia lui che il figlio hanno lavorato al Tronchetto per un imprenditore che gestisce 16 lancioni utilizzati per trasporti turistici a Venezia. L’imprenditore spiegò ai magistrati di aver conosciuto Galatolo tramite un siciliano trapiantato a Venezia. “Prima del suo arresto non sapevo chi fosse” ha aggiunto l’imprenditore, assicurando di non aver mai fatto affari con lui.

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