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Brentan sceglie il silenzio: davanti al gip al suo posto arriva solo un fax

L'ex ad della "Autostrade Venezia-Padova spa" raggiunto da una seconda ordinanza di custodia cautelare per tangenti. Cambia la sua strategia difensiva: di fronte agli addebiti tace

Non parla Lino Brentan. E nemmeno si presenta all'interrogatorio di garanzia davanti al gip. L'ex amministratore delegato della società "Autostrade Venezia Padova spa", accusato di avere intascato tangenti da imprenditori "amici" per la concessione di appalti, stamattina al posto di sedersi sulla seggiola dell'imputato al palazzo di giustizia di Venezia ha inviato un fax. Non intende rilasciare dichiarazioni dopo la seconda ordinanza di arresto che l'ha raggiunto giovedì scorso nella sua abitazione di Campolongo Maggiore, dove sta scontando i domiciliari.


La differenza è lampante rispetto all'interrogatorio di garanzia del suo "primo" arresto per tangenti. In quel caso, infatti, il 53enne aveva negato ogni accusa con forza in quattro ore filate di colloquio. I domiciliari scadranno il 30 aprile, dopo tre mesi di custodia cautelare. La Procura, per evitare la scarcerazione, dovrà chiedere il giudizio immediato per Brentan prima della fine del mese.

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