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Omicidio Lucia Manca, Renzo Dekleva fa scena muta davanti al gip

L'informatore farmaceutico arrestato martedì scorso con l'accusa di omicidio volontario della moglie e occultamento di cadavere si è avvalso della facoltà di non rispondere

Scena muta. Davanti al gip Michele Medici, come era previsto da molti, Renzo Dekleva si è avvalso della facoltà di non rispondere. L'interrogatorio era fissato alle 15 al palazzo di Giustizia di Venezia, alla presenza degli avvocati difensori Stefania De Danieli e Pietro Someda. L'informatore farmaceutico è stato arrestato nel tardo pomeriggio del 31 gennaio scorso con l'accusa di aver ucciso Lucia Manca, sua moglie. La bancaria di Marcon era stata trovata cadavere il 6 ottobre scorso sotto un ponte a Cogollo del Cengio, nel Vicentino.

 

Pesanti gli indizi che hanno portato il gip a spiccare l'ordinanza di cattura: in alcune intercettazioni l'uomo diceva alla sua amante 48enne che "non ci sarebbe stato più niente a dividerli", oppure "se non spariva lei la facevo sparire io, perché mi ha rotto i coglioni". Questo dopo la scomparsa della moglie, avvenuta il 6 luglio. O meglio, dopo l'uccisione della moglie. I legali di Renzo Dekleva avrebbero chiesto del tempo per leggere tutta la documentazione in mano alla procura.

L'accusa formulata dal giudice per le indagini preliminari è di omicidio volontario aggravato dal legame di parentela e dall'occultamento di cadavere. Reato per cui la pena massima prevista è di trent'anni di reclusione.

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