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Una nuova accusa contro Orsoni "Gli portai 200mila euro in nero"

L'ex braccio destro di Mazzacurati, Federico Sutto, avrebbe dichiarato di averglieli dati in due tranche. L'ex sindaco ascoltato in Procura venerdì

Ad accusare l'ex sindaco Giorgio Orsoni non ci sarebbe solo l'ex presidente del Consorzio Venezia Nuova Giovanni Mazzacurati. Quei "nuovi elementi di prova" comunicati a Orsoni durante l'interrogatorio in Procura di venerdì mattina, infatti, avrebbero un nome e cognome: Federico Sutto. Come riportano i quotidiani locali, l'ex braccio destro di Mazzacurati avrebbe dichiarato ai magistrati che si occupano dell'inchiesta Mose di aver consegnato di persona all'allora candidato a primo cittadino di Venezia 200mila euro in contanti. In due tranche: in entrambi i casi nel suo studio professionale in laguna. Sutto l'avrebbe raccontato ai pm prima di patteggiare la propria pena di due anni di reclusione.

Di fronte a quanto gli veniva contestato, Orsoni ha sempre tenuto il punto. Ribadendo di non avere mai ricevuto alcunché di illecito. Insomma, due versioni assolutamente discordanti. Per cui sarà solo un processo a questo punto a poter dipanare la matassa. All'ex primo titolare di Ca' Farsetti vengono contestati finanziamenti illeciti per 450mila euro, seguendo le dichiarazioni di Mazzacurati. Che dichiarò come in parte quei soldi glieli avrebbe portati personalmente, in parte sarebbe stato Sutto. Che quindi ora si viene a sapere che aveva confermato la versione dei fatti del suo presidente.

Orsoni, dal canto suo, ha sempre dichiiarato che le accuse sarebbero da considerarsi né più e né meno che na ripicca, orchestrata ad arte per vendicarsi della presa di posizione dell'amministrazione Orsoni sulla gestione di alcuni spazi dell'Arsenale. Inoltre sul tavolo ci sono anche quei presunti finanzimenti da 110mila euro finiti nelle casse della campagna elettorale di Orsoni erogati da società satellite del Consorzio Venezia Nuova. Soldi registrati e su cui Orsoni ha sempre dichiarato di essere convinto che erano regolari. Il colloquio di venerdì prelude alla chiusura delle indagini e al successivo rinvio a giudizio per finanziamento illecito ai partiti.

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