Mercoledì, 27 Ottobre 2021
Cronaca

«Conflitto d'interessi del sindaco»: l'interrogazione parlamentare

Vanin: «La carica pubblica del primo cittadino di Venezia e gli affari privati dell’imprenditore Luigi Brugnaro starebbero raggiungendo livelli preoccupanti». Sambo: «Serve che il PD e tutte le forze di opposizione aprano un confronto con i cittadini»

Un impegno pubblico, confermato l'anno scorso con le amministrative di settembre (in cui l'imprenditore Luigi Brugnaro è stato riconfermato sindaco di Venezia), e il «conflitto d’interessi» di cui si parla da anni fra l'incarico e le sue attività diventa oggetto di un'interrogazione parlamentare. 

L'atto è in fase di invio ai ministri dell’Interno, Luciana Lamorgese, e per la Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta, e vede come prima firmataria la senatrice Orietta Vanin, ma è sottoscritta da altri parlamentari del M5S: Gianni Pietro Girotto, Giuseppe Pisani, Danila De Lucia, Cinzia Leone, Gabriele Lanzi, Emma Pavanelli, Grazia D’Angelo, Giuseppe Auddino, Marco Pellegrini, Susy  Matrisciano, Gisella Naturale, Vincenzo Presutto, Raffaele Mautone, Gaspare Antonio Marinello, Michela Montevecchi, Maria Laura Mantovani.

«Il conflitto d’interesse tra la carica pubblica di sindaco di Venezia e gli affari privati dell’imprenditore Luigi Brugnaro starebbero raggiungendo livelli preoccupanti - scrive Vanin -  Molte le inchieste giornalistiche che stanno evidenziando questa situazione. Brugnaro, imprenditore di successo, sindaco di Venezia dal 2015, starebbe amministrando la città sfruttandola a suo beneficio? I giochi economici in atto sulla città e sulla laguna sono enormi ma il prevalente interesse pubblico impone di dare la giusta considerazione alla città e ai suoi cittadini, spesso dimenticati. Chiedo si verifichi la legittimità di quanto starebbe accadendo».

Per la senatrice, la società "Porta di Venezia" (costituita per gestire il terreno di Brugnaro a Porto Marghera ed evitare il conflitto d'interesse fra sindaco e imprenditore) che è di fatto proprietaria dell’area dei Pili (comprata per una cifra di 5 milioni di euro dal Demanio che ne era proprietario fino al 2005), avrebbe avviato trattative di cessione a un imprenditore di Singapore per 100 milioni di euro. Recentemente è stato approvato dalla giunta comunale il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (Pums) «che prevede venga realizzato un nuovo terminal di accesso via acqua alla città, ponendo proprio l’area dei Pili di nuovo al centro dell'attenzione», nonostante ora sia terreno da bonificare e a verde attrezzato, e non sia nella disponibilità del sindaco. «L’impiego di risorse e finanziamenti pubblici indubbiamente farà aumentare in modo ingente il valore di quest’area privata - continua la senatrice 5 Stelle -. Comune e Regione che hanno sostenuto, nonostante i costi esorbitanti, il progetto di utilizzo del canale nord, sponda nord, come approdo temporaneo della crocieristica, inserito nel decreto Grandi Navi a Venezia, di fatto sostengono ancora una volta benefici per l’area dei Pili. Sorge quindi spontaneo chiedere che sia fatta chiarezza su questa particolare situazione di conflitto di interessi. I cittadini che si stanno interrogando sulla legittimità di queste operazioni sono ormai consapevoli che le scelte sul futuro della città non hanno come obiettivo il bene comune la tutela dell’ambiente e la difesa dei diritti dei residenti. Attendo perciò la risposta dei ministri alla mia richiesta di verifica».

«Conflitti di interesse e parentopoli hanno caratterizzato l'amministrazione Brugnaro a partire dalla prima delibera del Consiglio sul cambio di destinazione d’uso - scrive la capogruppo Pd in Consiglio comunale Monica Sambo - C’è  bisogno di un impegno dell’amministrazione sulla trasparenza e sul conflitto di interessi, ma è evidente che questo impegno non può esserci se il primo a non rispettare tali vincoli etici e morali è proprio il sindaco con il suo personale conflitto sui terreni dei Pili. Serve che il PD e tutte le forze di opposizione unite aprano un confronto con i cittadini perché questi giganteschi conflitti di interesse e questa cattiva gestione della città li danneggia e non costruisce un futuro per Venezia».

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