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Cronaca

Crocieristi in città con i lancioni: Pellicani: «Così si alimenta il turismo mordi e fuggi»

Interrogazione dell'onorevole Pd ai ministri. «Scalo per 1.500 passeggeri aggirando i divieti che dal primo agosto 2021 impediscono alle navi sopra le 25 mila tonnellate di arrivare in Marittima via San Marco e Giudecca»

Uno scalo "di passaggio" con la nave da crociera rimasta in rada, fuori del Lido, che ha trasferito 1.500 turisti a Venezia per una breve visita della città attraverso alcuni lancioni. Il deputato veneziano Nicola Pellicani del Partito Democratico ha chiesto chiarimenti ai ministri in Parlamento puntando il dito contro la «novità assoluta, che rischia di alimentare un turismo tipo "mordi e fuggi" che in laguna si vuole evitare, e di potenziare il moto ondoso, con il traffico delle navette».

Sabato scorso la nave da crociera Norwegian Gem, ammiraglia da 94.000 tonnellate di stazza lorda e lunga quasi 300 metri, di proprietà di Norwegian Cruise Line (Ncl) si è fermata in rada, fuori del Lido di Venezia, evitando di attraccare in città, e facendo arrivare i passeggeri in centro storico mediante trasbordo su navette che li ha riportati a bordo dopo poche ore. «Si tratta di una novità assoluta nel traffico crocieristico lagunare che ha consentito a 1.500 turisti di effettuare uno scalo giornaliero aggirando i divieti che dal primo agosto 2021 impediscono alle navi sopra le 25 mila tonnellate di arrivare in Marittima via San Marco e Giudecca, potendo solo accedere per altre vie alle banchine di Marghera - si legge nell'interrogazione». Sarebbe stata la stessa Ncl a chiedere e ottenere dalla Venezia Terminal Passeggeri (Vtp) l'autorizzazione per poter organizzare questo servizio di navetta.

«La crociera che, dopo i limiti a San Marco, non fa più scalo a Venezia ma li effettua invece a Trieste e Ravenna, era solo di passaggio in città e non necessitava di rifornimenti o altri servizi tipo degli home port - continua Pellicani -. La richiesta di autorizzazione è stata accolta dalla Capitaneria di porto e resa operativa concretamente da Vtp che ha appunto messo a disposizione della compagnia i lancioni e gli operatori necessari al trasbordo, che hanno fatto la spola tra la nave, in rada fuori della bocca di porto del Lido, e riva Sette Martiri. «Si tratta - afferma il parlamentare - di una soluzione per le crociere che a tutti gli effetti bypassa i limiti imposti con il decreto legge del 2021 che, tra le altre cose, ha vietato il transito nel bacino di San Marco, nel canale di San Marco e nel canale della Giudecca alle grandi navi aventi almeno una delle seguenti caratteristiche: stazza lorda superiore a 25.000 gt (gross tonnage), lunghezza dello scafo al galleggiamento superiore a 180 metri, air draft superiore a 35 metri (con esclusione delle navi a propulsione mista velamotore), impiego di combustibile in manovra che produce emissioni inquinanti (con contenuto di zolfo uguale o superiore allo 0,1 per cento)».

Un decreto, ricorda Pellicani, che ha cercato di contemperare da un lato l'esigenza di salvaguardare una città che è patrimonio insostituibile dei veneziani e dell'umanità, e dall'altro l'esigenza di salvaguardare la portualità veneziana. «Venezia - prosegue il deputato Pd - ha necessità di una nuova stagione nel segno della sostenibilità, nella consapevolezza che sarà necessario definire navi a misura di Venezia, ovvero crociere con caratteristiche sostenibili con l'ambiente lagunare, in grado di offrire un futuro diverso alla crocieristica che deve restare a Venezia con il suo home port. Questo sbarco per sole poche ore di miglia di turisti, alimentando il turismo "mordi e fuggi", non è il modello di turismo sostenibile per Venezia». L'interrogazione chiude chiedendo ai ministri delle Infrastrutture e mobilità sostenibili, Enrico Giovannini, e della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, se siano a conoscenza dei fatti e ritengano che la nuova modalità di sbarco sia consona rispetto ai criteri di sicurezza della navigazione e idonea a tutelare il sistema lagunare veneziano, in ragione anche di un potenziale aumento del moto ondoso causato dal traffico delle navette».

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