Polo museale Veneto, uffici senza riscaldamento: interrogazione al Senato

L'intervento del senatore di Martellago Andrea Causin dopo l'incidente del 20 ottobre a Villa Pisani e le segnalazioni di mancati pagamenti di utenze. «Uffici a San Marco senza riscaldamento»

Villa Pisani, immagini archivio dell'incidente

Il 20 ottobre scorso l'incidente a Villa Pisani a Stra, con l'abbattimento di una antica colonna del museo per una manovra errata di un mezzo con rimorchio. Poi la denuncia della Funzione Pubblica Cisl per i mancati pagamenti di fatture e prestazioni, che hanno finito per causare il distacco dell'utenza del gas negli uffici delle Procuratie a San Marco. «Gli gli impiegati sono senza riscaldamento da due giorni», riferisce Massimo Grella del sindacato. Sulla gestione del Polo Museale Veneto, che comprende, fra gli altri, beni quali villa Grimani e il Museo d’Arte Orientale, diretto da Daniele Ferrara, ha presentato una interrogazione il senatore veneziano del gruppo Forza Italia, Andrea Causin, inviandola al ministro per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo, Dario Franceschini.

L'INTERROGAZIONE

«Erano state inviate segnalazioni da parte del dottor Giovanni Panebianco, segretario generale del ministero per i Beni e le Attività Culturali, per denunciare la situazione del Polo museale del Veneto, con sede a Venezia, in merito alla situazione amministrativo-contabile. Negli ultimi quattro anni, sono stati notificati alcuni decreti ingiuntivi, comprensivi degli interessi e spese, per mancato pagamento di utenze luce e di fatture di vari fornitori, per un debito complessivo che si aggira intorno ai 2 milioni di euro - si legge nell'interrogazione -. La situazione debitoria è stata confermata dallo stesso direttore del Polo, in una sua intervista rilasciata a una testata locale il 13 aprile 2018. L'Avvocatura generale dello Stato ha chiesto chiarimenti senza ricevere risposta. Risulta aperto un fascicolo alla Corte dei Conti del Veneto. Si chiede di sapere se il ministro sia a conoscenza dei fatti».

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«Speriamo - dice Grella - che Franceschini vada a verificare. Ci chiediamo se sia corretto che gli interessi dei mancati pagamenti si scarichino sulla collettività e se sia possibile che tra gli obiettivi di un funzionario, al cui raggiungimento sono previsti dei premi, sia ammissibile quello di pagare in tempo le bollette, come accade in questo caso».

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