Interrotta la videoconferenza quotidiana fra Ulss3 e sindacati. «Riprendere i collegamenti»

«Meglio mantenere i canali istituzionali». Ma per le parti sociali il confronto diretto deve continuare perché sul piano del rapporto fra azienda e personale sanitario «ha un ruolo determinante»

Ulss3, uffici

Nemmeno sabato sera, come venerdì, le sigle sindacali confederali della Funzione Pubblica veneziana Cgil, Cisl e Uil, e l'azienda sanitaria Ulss3 si sono riunite in videoconferenza come stava avvenendo ormai da un mese, quotidianamente, per permettere alle rappresentanze di ricevere informazioni sull'evolvere della situazione, con un riscontro frequente e puntuale, e di riferirle poi al personale sanitario: dati sui contagi, sull'organizzazione delle strutture ospedaliere, sulla gestione di tutti gli aspetti legati allo svolgimento del lavoro ai tempi del Covid-19. Dai trasporti ai parcheggi, dalla prevenzione ai tamponi, dalla situazione nelle case di riposo alle paure e le rassicurazioni agli operatori in prima linea: la videoconferenza quotidiana sospesa in questi giorni costituiva un tavolo quotidiano attraverso il quale veicolare sollecitazioni, suggerimenti e criticità e dal quale ricevere riscontri e risposte. Un tavolo che il sindacato chiede di riattivare: «L'azienda riveda la propria posizione e riprenda il confronto con le organizzazioni sindacali», scrive Uil Fpl.

Questo filo diretto quotidiano è venuto meno due giorni fa, venerdì 3 aprile quando, secondo l'azienda sanitaria, informazioni e comunicazioni fornite durante il consueto collegamento sono state diffuse e utilizzate in modo improprio dalle sigle sindacali. In quella giornata i rappresentanti sindacali presenti alla consueta riunione hanno comunicato ai media di aver appreso dell'esistenza di un legame diretto tra «inizio dell'epidemia a Venezia e il Carnevale». Una ipotesi che già la sera stessa secondo l'ospedale Civile è stata approfondita per evitare di dare adito a fraintendimenti e scorrette conclusioni, ma che all'indomani è apparsa rilanciata e commentata da alcuni sindacati su alcuni organi di informazione, con modalità che l'azienda sanitaria ha considerato strumentali.

«Riteniamo sbagliato che la direzione Ulss 3 abbia scelto di interrompere il confronto sindacale che in questo mese ha portato risultati positivi per tutti i lavoratori e i cittadini - scrive la Funzione Pubblica Cgil - Questa scelta c’entra con l'emergenza. Noi al centro mettiamo solo e soltanto la salute dei lavoratori, dei cittadini e l’obiettivo di riuscire a uscire il prima possibile da questa situazione. Il confronto tra parti sociali e Ulss3 ha pagato, e per questo abbiamo riconosciuto alla direzione di aver avuto il coraggio di affrontare i problemi coinvolgendo i lavoratori». L'Ulss3 ha ribadito che nessuna analisi aziendale ha mai studiato e confermato un collegamento tra il contagio, peraltro molto contenuto a Venezia, e l'evento Carnevale, e non commenta la sospensione del tavolo di confronto quotidiano, garantendo ogni forma di comunicazione alle sigle sindacali e ai propri dipendenti previste e istituzionali, utili a trasmettere le informazioni e gli aggiornamenti sull'emergenza in corso e tutti gli aspetti organizzativi e di gestione a essa collegati.

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«Invitiamo l’azienda a riprendere questi preziosi incontri stigmatizzando però comportamenti scorretti che dovessero esserci stati - afferma la Funzione Pubblica Cisl -. Il personale risulta penalizzato da questa interruzione, perché ha atteso quotidianamente i riscontri ufficiali che l’azienda da una mese a questa parte ha messo a disposizione. Una modalità che ha permesso al personale di continuare a reggere questa situazione di emergenza e sforzo eccezionale. Infermieri, operatori sanitari, tecnici, medici hanno svolto il proprio servizio quotidiano con dedizione, garantendo la salute a tutto il territorio». «Non vorremmo che a prevalere fosse stato altro rispetto al diritto di lavoratrici e lavoratori, attraverso le organizzazioni di rappresentanza, ad essere puntualmente aggiornati, diritto sacrosanto che deve essere garantito a persone che rischiano ogni giorno la salute propria nonché quella dei loro cari. Per queste ragioni, chiediamo che il tavolo di confronto, come richiesto dalle organizzazioni sindacali, sia immediatamente riattivato, come unitariamente richiesto», scrive il segretario di Articolo Uno Gabriele Scaramuzza.

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