menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

L'interscambio al Tronchetto torna d'attualità: "Evitare che sia una cattedrale nel deserto"

Se ne parlerà martedì in commissione consiliare. Il M5S propone di cambiare il bando per la concessione della struttura, Boraso dice che è impossibile: "Ci sono due offerte"

Il centro logistico di interscambio merci del Tronchetto torna a essere discusso in Comune. Martedì 21 marzo è prevista la convocazione della VII commissione consiliare in cui si tratterà del tema, sul quale però è già partito nelle settimane scorse il botta e risposta tra l'opposizione M5S e l'amministrazione comunale di Venezia. L'assessore Renato Boraso ha infatti replicato a un'interrogazione del consigliere Davide Scano in merito a quella che rischia di essere una cattedrale nel deserto: una struttura completa ma mai attivata per quella che doveva essere la sua funzione, ovvero punto di interscambio merci tra imbarcazioni e camion.

I grillini hanno proposto recentemente il ritiro e la modifica del bando di assegnazione della struttura, che prevede l’individuazione di un soggetto a cui concedere il centro in concessione per 40 anni. Una prima gara, indetta nel 2014, era andata deserta. Boraso ha però ricordato che "alla data del 15 luglio 2015, termine dell'ultima gara (la seconda), erano stati presentati due plichi, per cui la richiesta del consigliere di ritirare il bando non è più attuabile". Di fatto già nel maggio del 2016 il sindaco Luigi Brugnaro aveva sospeso questa seconda gara, pur essendo pervenute, appunto, due offerte da parte di altrettante cordate di imprese. Al tempo Brugnaro aveva comunicato che l'amministrazione aveva intenzione di "definire la propria strategia complessiva", decidendo di non aggiudicare o di sospendere la procedura, "in un’ottica di superiore o mutato interesse pubblico".

Lo stop alla gara però aveva aperto la strada a una serie di contenziosi che potevano ancor più complicare la situazione: innanzitutto i possibili ricorsi al Tar da parte delle imprese che avevano presentato le proprie offerte per la gestione, e che a quel punto erano bloccate. Ma non solo: congelando la gara per un anno, il Comune aveva in pratica rinunciato ai circa 500mila euro annui che le imprese si erano impegnate a versare come canone per la gestione della struttura. Anche per questi motivi, insomma, l'amministrazione potrebbe tornare sui suoi passi e dare il via all'assegnazione del centro interscambio al vincitore della gara. Di questo si parlerà in commissione.

Risposte sono state date anche sui problemi strutturali dell’edificio, e in particolare sugli approdi troppo alti rispetto al livello dell’acqua: "L’altezza degli approdi - si legge nel documento firmato da Boraso - è una conseguenza di scelte progettuali effettuate per evitare scavi che avrebbero comportato problemi e aumento dei costi". In realtà il progetto gestionale "prevedeva un ammodernamento del sistema di trasporto delle merci a Venezia", e in particolare la meccanizzazione del carico dei pallet sulle imbarcazioni. Se anche questo progetto fosse stato portato a termine, insomma, l’altezza dei pontili sarebbe stata del tutto ininfluente.

Infine una replica sull'utilizzo degli spazi al primo piano: "L’amministrazione ha optato per destinare e convertire il primo piano ad ospitare alcuni uffici comunali: tale scelta ha permesso al Comune di disdire alcune locazioni in corte Contarina a San Marco, con un risparmio annuo per le casse di oltre un milione di euro".

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

VeneziaToday è in caricamento