Ire e Scuola dei Battuti unite: Cisl vuole un rappresentante dei lavoratori nel Cda

L'Ipab ora conta 657 dipendenti. «L'aggregazione si espanderà realizzando economie di scala. Serve un sindacato sul modello tedesco che coinvolga i lavoratori nella gestione del personale e nella conciliazione»

Ire, foto della struttura da sito web

Ire e Antica Scuola dei Battuti, le due Ipab dal primo gennaio sono diventate un ente unico: 831 posti letto, 102 centri diurni, 20 comunità alloggio per minori, 36 comunità per pazienti psichiatrici. Un patrimonio stimato in 107.764.155 euro e un modello gestionale innovativo. La Funzione Pubblica della Cisl Venezia ora chiede al prefetto Vittorio Zappalorto di inserire nel consiglio di amministrazione un rappresentante dei lavoratori e «raggiugere così un primato anche dal punto di vista qualitativo».

Aggregazione crescente

«La fusione delle Istituzioni Pubbliche di Assistenza veneziane (Ipab) genera una capacità patrimoniale in grado di aumentare i servizi al pubblico». Secondo Cisl la crescente aggregazione delle Ipab veneziane «si espanderà abbracciando l'intero sistema dell'assistenza alle persone non autosufficienti e realizzando economie di scala. Un elemento rilevante per il raggiungimento di questi traguardi, in una società di servizi, è dato dal fattore umano, ovvero dai 657 dipendenti».

Il modello tesdesco

«Certo, la proposta può ricordare il modello tedesco - scrive la sigla sindacale - e le strutture con il comitato di cogestione, ma del resto l’Antica Scuola dei Battuti ha già familiarità con questo concetto, avendo intrapreso, grazie a un finanziamento regionale, il percorso della certificazione Beruft und Familie, oggi Family Audit», che prevede il coinvolgimento dei lavoratori nell’ideare e pianificare politiche di gestione delle risorse umane in un’ottica di conciliazione. «Perché non massimizzare l’esperienza già fatta arrivando a coinvolgere i lavoratori attraverso un loro rappresentante nel Cda?», chiede Cisl che avanzerà una proposta formale in questo senso.

Tutela dei diritti

Scettica la Funzione Pubblica Cgil: «Colpisce questa richiesta, i lavoratori non risulta abbiano espresso la volontà di entrare a far parte del Cda dell'Ipav. E quanto alle nomine del Consiglio, crediamo debba esserci una maggiore partecipazione della cittadinanza e che la scelta dei componenti debba indirizzarsi verso persone qualificate o individuate come capaci per una istituzione così complessa e delicata. La partecipazione del lavoro al Consiglio di amministrazione aziendale non c'entra nulla con la tutela dei diritti, della dignità, del lavoro e dei salari. Sembra più una risposta sull'onda emotiva delle contestazioni che hanno coinvolto politicamente alcuni componenti dell'organismo».

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