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Islamici contro la legge anti moschee: "Così si favorisce chi propaga l'odio religioso"

Mohamed Amin Al Ahdab, presidente dellla comunità musulmana veneziana: "La norma regionale mette solo paletti, è a rischio la libertà di culto. Che è un diritto costituzionale"

"Questa legge favorisce solo chi vuole fomentare l'odio razziale e religioso". Non usa mezze parole Mohamed Amin Al Ahdab, il presidente della comunità islamica di Venezia, nei confronti della legge "anti moschee" che martedì ha ottenuto l'ok in commissione regionale. Si tratta di un provvedimento che ora dovrà passare l'esame del Consiglio regionale e che punta a far sì che siano i Comuni e Palazzo Balbi a decidere dove far sorgere i luoghi di culto, per evitare anche problemi con il vicinato. Secondo i proponenti ciò permetterà di far ordine anche a livello urbanistico, secondo i contrari (tra loro 33 associazioni che martedì hanno consegnato una lettera alla Regione chiedendo che torni sui propri passi) si stanno solo posizionando paletti contro la libertà di culto: "Un diritto sancito dall'articolo 19 della Costituzione", ribadisce Amin Al Ahdab.

Il testo della norma quindi prevede che sia il Comune a decidere dove situare sale di preghiera, luoghi di culto e centri culturali. Garantendo poi la presenza o la realizzazione di strade (con onere a carico dei richiedenti), distanze adeguate tra le aree che accolgono diverse confessioni religiose a anche spazio per il parcheggio pubblico. "Sembra una legge che porta ordine - attacca il rappresentante degli islamici veneziani - in verità non si fa altro che mettere paletti. Ma quando si vogliono alzare i muri bisogna anche indicare un'alternativa, che allo stato non c'è. Il legislatore dovrebbe pensare a tutti. In Veneto ci sono 170mila euro musulmani e non c'è nemmeno una moschea.  Nessun Comune ha mai istituito degli spazi per il culto islamico, perché dovrebbe farlo ora".

Il rischio, secondo il presidente della comunità islamica, è che si possa "ghettizzare" il culto, con conseguenze pericolose: "Sarebbe meglio istituire una grande realtà che possa attrarre tutte le altre - spiega - dove si sa chi entra e chi esce. Bisogna portare tutto alla luce del sole, in questo modo invece si formeranno piccoli gruppi di fedeli che magari si troveranno nei garage. Non controllabili". Parole che non possono che portare alla mente le stragi che negli ultimi tempi hanno caratterizzato le cronache, causate dall'odio religioso: "I cinesi costruirono dopo secoli la Grande Muraglia, ma quando la finirono i nemici entrarono lo stesso - conclude Amin Al Ahdab - perché gli altri avevano corrotto le guardie. Sono gli uomini non i muri che difendono una nazione. Noi vogliamo collaborare e farlo alla luce del sole. Questa legge è incostituzionale, perché così non ci sarà più libertà di culto".  
 

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