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Italia Nostra contro le Grandi Navi a Marghera: "Canale dei petroli killer della laguna"

L'associazione controbatte agli studi attraverso cui il Porto ha confrontato le alternative sul piatto: "Non s'è guardato al problema dell'erosione, non hanno considerato le nostre idee"

"Nell'analisi del Porto sulle Grandi Navi sono finite alternative scelte dall'Autorità portuale stessa, mancava la nostra". L'associazione Italia Nostra mette nel mirino gli studi pubblicati dal porto e consegnati ai membri del Comitatone con l'obiettivo di scegliere la soluzione migliore per allontanare le navi da crociera dal Bacino di San Marco: "Manca l'avamporto galleggiante e l'opzione zero sostenuta da noi - dichiara Lidia Fersuoch, presidente di Italia Nostra Venezia - Quel che balza agli occhi è la totale abdicazione dello Stato. Come scrivono più volte gli estensori, gli obiettivi attraverso cui valutare l’efficacia dei progetti in esame, nonché i criteri di valutazione e il peso da attribuire a ciascuno di essi, avrebbero dovuto «essere definiti in accordo col decisore in qualità di rappresentante degli interessi della collettività». Invece essi stessi registrano la «mancanza d’indicazioni da parte dei decisori o della collettività», «l’assenza d’indicazioni di carattere “politico o sociale”», l’assenza di «procedure di indagine presso gli stakeholder e la stessa collettività», l’«assenza di un confronto, in questa fase, con i soggetti decisionali», la mancanza di «valutazioni di carattere politico o sociale (definizione degli obiettivi e dei pesi)»".

Canale dei Petroli "killer" della laguna

Lo Stato, dunque, non ha fornito nessuna indicazione per definire gli obiettivi, lasciando carta bianca a un attore, l'Autorità portuale, che è di parte e non super partes. Questo il pensiero di Italia Nostra. "Non si è preso in esame il problema principale della laguna, l'erosione - continua Lidia Fersuoch - È bene ricordare che il decreto Clini-Passera mira a perseguire 'il massimo livello di tutela dell’ambiente lagunare'. A questo obiettivo ineludibile dovevano tendere dunque primariamente i progetti da esaminare. È evidente che l’analisi multicriteria impostata così abbia privilegiato nelle valutazioni i quattro progetti (Marghera, con 3 diversi approdi, e Fusina) che spostano il traffico dal Bacino al famigerato Canale dei Petroli. Nessun impatto visivo, certo, ma il traffico che vi si svolgerà distruggerà definitivamente la laguna centrale. Studi - si conclude - dimostrano come le dimensioni delle navi e la velocità siano responsabili della formazione dell’onda (caratterizzata da una profonda depressione cui segue un rapido ritorno d’acqua), che frangendosi nei bassifondi li erode, risospendendo i sedimenti. Il Canale dei Petroli è un killer, il killer della laguna, e va ‘fermato’, non potenziato".
 

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