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Grandi Navi, Italia Nostra attacca: "Il Patto non cambia nulla, il Tresse non passerà la Via"

Dopo la firma Brugnaro-Renzi l'associazione protesta per l'ok ai lavori per il nuovo canale in laguna. "Ma non supererà la valutazione di impatto ambientale, la sostanza non cambia"

Preoccupati, ma anche convinti che il canale alla fine non si farà. È così che l'associazione Italia Nostra commenta i contenuti del patto firmato nei giorni scorsi tra il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, e il premier Matteo Renzi. "Nel documento è stato inserito, tra l'altro, il progetto di escavo del canale Tresse nuovo - scrive Lidia Fersuoch, presidente della sezione di Venezia di Italia Nostra - Ovvero un collegamento (proposto dal sindaco e dall’autorità portuale) tra il canale dei Petroli e il Vittorio Emanuele, per far giungere in Marittima le navi croceristiche. Il progetto appare dunque avere il sostegno e l’avallo di Renzi, nonostante il ministro delle Infrastrutture nella sua recente visita non l’avesse preso in considerazione".

Solo che, sostiene Fersuoch, tutto questo non basta, perché il progetto non passerà la Via: "Il canale presenta tutte le criticità del Contorta e ne aggiunge altre, come ad esempio il fatto di essere tracciato attraverso l’Isola delle Tresse, una mega discarica di fanghi inquinati". La criticità maggiore, poi, è quella che deriva dal transito nel canale dei Petroli, "responsabile della spaventosa erosione del bacino centrale, che ha distrutto la morfologia lagunare approfondendo i fondali e cancellando la rete naturale dei canali. La laguna, patrimonio naturale e culturale dell’umanità, necessita di progetti volti al restauro morfologico e idraulico, e non certo di nuovi, devastanti canali".

Italia Nostra non risparmia inoltre le critiche al governo: "Recentemente la stampa ha dato notizia di un altro patto, stipulato con Milano. Altri sono stati firmati per Genova, Firenze, Torino, Palermo, Cagliari, Reggio Calabria, Messina, Catania, Bari, Napoli. Tutti questi patti prevedono opere infrastutturali, grandi interventi, finanziamenti cospicui. Un vortice di milioni. E sono stati sottoscritti in questi ultimi mesi. Questo e altro si legge sui quotidiani nazionali, ma forse – è prudente considerarlo -, si tratta di organi di stampa politicamente avversi a Renzi".
 

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