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Se n'è andato Italo Trevisan: ex sindacalista Cgil e responsabile degli ispettori del Casinò

Il 73enne è stato direttore della Casa da gioco di Campione d'Italia, oltre che consulente a Montecarlo: "Un veneziano tutto d'un pezzo, che ha dato tanto per la città e ricevuto poco"

"E' stato uno che a Venezia ha dato tanto ma che ha ricevuto poco". Così gli amici salutano Italo Trevisan, 73 anni, ex sindacalista della Cgil e a lungo capo degli ispettori del Casinò. Trevisan è stato per 3 anni, a partire da dicembre 2001, anche direttore generale della Casa da gioco di Campione d'Italia. Un uomo tutto d'un pezzo, al punto da inviare una serie di corposi esposti alla Magistratura affinché indagasse su alcune presunte frequentazioni del Casinò di possibili esponenti della malavita organizzata. 

La carriera da sindacalista

Il 73enne è stato trovato privo di vita da una delle figlie nella sua abitazione di ruga Rialto, nel sestiere di San Polo, nella giornata di martedì. Con ogni probabilità il decesso sarebbe stato causato da un malore. Subito la notizia si è allargata a macchia d'olio in centro storico, dove Italo Trevisan era molto conosciuto. Cordoglio anche in terraferma: nella sua carriera da sindacalista Cgil, infatti, si è occupato soprattutto di funzione pubblica, conducendo numerose battaglie per i diritti dei lavoratori nel campo della sanità, nelle scuole, in Comune e nelle partecipate. Fino a diventare segretario di quella che oggi si chiamerebbe Fp Cgil: "Un veneziano tutto d'un pezzo - lo descrive Luciano De Gasperi, ex sindacalista - era un uomo molto di compagnia, sempre con la battuta pronta. Ci mancherà. Per noi è stato un punto di riferimento negli anni Ottanta e Novanta".

La carriera nelle case da gioco 

Dopo l'esperienza nella Cgil, la carriera di Trevisan si è sviluppata nel settore delle Case da gioco: l'apice a livello professionale lo raggiunse nel 2001, quando diventò direttore generale del Casinò di Campione d'Italia: lì si accorse di alcune slot "taroccate" e inviò tutta la documentazione in Procura. "Il gioco si basa su formule quasi matematiche - spiegò al tempo - era impossibile che i clienti aumentassero e gli introiti diminuissero". Alla fine a Campione d'Italia entrarono gli agenti della Dda, la direzione distrettuale antimafia. A Venezia lo ricordano con affetto in tanti, perché il legame con la città era molto stretto e non si è mai reciso nonostante la carriera l'abbia portato per lungo tempo all'estero (è stato consulente anche per il Casinò di Montecarlo).

"Impegnato per l'equità e la giustizia"

"Un veneziano che ha vissuto fino in fondo la nostra città", così lo ha ricordato Michele Mognato, deputato Articolo Uno Mdp Liberi e Uguali. "Un capo sindacale protagonista di tante battaglie per le lavoratrici e lavoratori. Un compagno che ancora in questi giorni aveva deciso di dare una mano e non stare a guardare. Aveva deciso, insieme a tanti altri del circolo di Castello Sette Martiri, d'impegnarsi ancora per l'equità e la giustizia sociale aderendo ad Articolo Uno Mdp e per costruire il progetto politico di Liberi e Uguali. A Gianni ed a tutti i suoi cari un abbraccio, il mio e nostro cordoglio".

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