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Grandi navi, lo studio Iuav: "La migliore soluzione è quella di San Leonardo"

Secondo un'analisi degli esperti dell'Ateneo, l'alternativa meno costosa e più fattibile (secondo numerosi indicatori) sarebbe portare i crocieristi all'Eco Porto dell'Eni

Grandi navi a San Leonardo. Questa la soluzione indicata da uno studio dello Iuav che ha comparato le 5 alternative al passaggio delle imbarcazioni da crociera in bacino di San Marco in modo "scientifico", applicando parametri uguali per tutti. Lo studio è stato presentato mercoledì mattina. "Vincitore" è stato l'Eco Porto San Leonardo, di proprietà dell'Eni ma di fatto inutilizzato. Si tratta di un terminal petrolifero che garantirebbe l'arrivo delle grandi navi senza lo scavo di nuovi canali. "Una decisione rapida è di vitale importanza non solo per l'economia veneziana, ma per lo stesso sistema Italia, perché in assenza di una soluzione per Venezia con tempi certi, le compagnie internazionali di navigazione cambieranno le destinazioni delle loro crociere", dichiara in una nota lo Iuav.

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Lo studio prende in esame 5 alternative comparandole con una serie di criteri divisi in quattro gruppi principali, relativi ai costi da sostenere in ciascun intervento; i tempi richiesti perché i singoli interventi siano conclusi; l’idoneità portuale della soluzione rispetto all’inserimento nel sistema portuale di Venezia; la valenza ambientale. In lizza il canale Tresse Nuovo, il Venis Cruise 2.0 (secondo lo studio Iuav ultimo in graduatoria), l'avamporto galleggiante alla Bocca del Lido (secondo classificato), Porto Marghera e l'Eco Porto San Leonardo (primo classificato). "Con questo studio si dimostra che è possibile individuare una soluzione preferibile in base all’insieme degli obiettivi scelti e della relativa importanza", sottolinea lo Iuav.

I vantaggi della soluzione San Leonardo sarebbero diversi: in primis non ci sarebbe la necessità di scavare nuovi canali, visto che il tratto del canale dei Petroli interessato sarebbe sufficiente, inoltre lo spazio di manovra sarebbe esteso abbastanza anche per le navi da crociera (il bacino è previsto anche per le dimensioni delle petroliere). Sistemando le banchine già ora esistenti ci potrebbe essere spazio per ospitare 3 grandi navi, ma futuri interventi potrebbero incrementarne il numero. Sarebbero previsti poi collegamenti acquei verso Venezia, Chioggia, Lido, aeroporto e stazione ferroviaria.

Il decreto Clini-Passera del 2012 ha regolamentato la navigazione dentro il porto rinviando allo studio di una soluzione che consentisse il mantenimento dell’economia crocieristica a Venezia, ma che utilizzasse rotte non interferenti con il Bacino di San Marco e la laguna centrale. In particolare ha vietato il transito delle navi adibite al trasporto di merci e passeggeri superiori a 40mila tonnellate di stazza lorda. Divieto che ha aperto un rilevante contenzioso fino all’annullamento da parte del TAR del Veneto dell’ordinanza di blocco degli accessi nella laguna centrale. In questo quadro l'industria delle crociere ha condiviso l’obiettivo delle limitazioni di accesso nella laguna di Venezia delle navi di dimensioni superiori alle 96mila tonnellate di stazza lorda, dichiarando di non ritenere l’annullamento del Tar come vincolante. Tuttavia gli anni sono passati e al momento una soluzione condivisa non è stata trovata.

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