rotate-mobile
Domenica, 26 Maggio 2024
Cronaca

Fermato con 3mila euro nascosti nelle mutande, Ivan D'Amore torna in carcere

Il 30enne poliziotto (sospeso) in forza allo scalo di Tessera, era stato perquisito il 25 marzo in Sicilia e trovato con addosso del denaro contante. Sospettato di essere al vartice di un giro di prostitute d'alto bordo per l'uomo, che aveva la misura cautelare dell'obbligo di firma, si sono riaperte le porte del penitenziario di Treviso

Non c'è stato bisogno di attendere l'esito del ricorso presentato dalla Procura di Treviso al Tribunale del Riesame contro la decisione del gip che lo aveva messo fuori dal carcere. Ivan D'Amore, il 30enne poliziotto (sospeso dal servizio) in forza allo scalo aeroportuale di Venezia, è stato nuovamente arrestato venerdì scorso. Il gip ha infatti emesso una misura cautelare più afflittiva: l'uomo è stato fermato in Sicilia con 3mila euro nascosti nella biancheria intima.

D'Amore era finito in manette il 5 marzo scorso sospettato, insieme a una complice di origine colombiana (detenuta a Venezia) di essere al vertice di un vasto giro di prostitute per lo più sudamericane. Secondo le indagini, coordinate dal sostituto procuratore Davide Romanelli, il poliziotto e la donna avrebbero gestito il ricco traffico del sesso con ragazze e trans che avrebbero venduto i loro corpi a facoltosi e insospettabili clienti all'interno di tre appartamenti, due nel centro storico di Treviso e uno a Martellago. L'agente di Polizia, di origine siciliana e la donna, avrebbero messo in piedi l'impresa criminale a partire dal giugno del 2023. Le diciassette sex workers, che pubblicizzavano i loro "servizi" soprattutto on line tramite i siti di incontri, avrebbero ricavato all'incirca dai 60 ai 70mila euro ogni mese.

L'interrogatorio

Nel corso dell'interrogatorio di garanzia D'Amore, accusato di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione, aveva fatto alcune ammissioni. In particolare l'uomo aveva detto di essere a conoscenza del "lavoro" delle ragazze e dei “viados” ma di aver incassato soltanto i soldi pattuiti per il subaffitto degli appartamenti. Lo scorso 8 marzo il gip, al termine dell'udienza di convalida, aveva fatto cadere il reato di sfruttamento, come peraltro era stato chiesto dal difensore del 30enne, mantenendo solo quello di favoreggiamento e dandogli la misura cautelare dell'obbligo di firma.

Il nuovo arresto

Il 25 marzo scorso era però sbarcato all'aeroporto di Catania dopo aver chiesto e ottenuto di poter accompagnare i due figli in Sicilia a trovare i nonni durante il periodo pasquale. Quello che non sapeva era però che il telefonino era intercettato. Dalle sua conversazioni gli inquirenti avevano sospettato uno strano movimento di denaro e così, sull'aereo preso da D'Amore, c'erano anche dei poliziotti. Il 30enne era stato prelevato dal padre che in macchina avrebbe dovuto accompagnarlo fino a Messina. Ma durante il tragitto è scattata la trappola: la vettura è stata fermata dai poliziotti che hanno proceduto a una perquisizione personale. Nel corso dei controlli gli sono stati trovati 3mila euro che D'Amore nascondeva dentro alle...mutande. Venerdì scorso 12 aprile è scattato l'inasprimento della misura e l'uomo è finito nuovamente in carcere. Ieri 16 aprile si è invece svolto un interrogatorio davanti al gip Colombo in cui l'uomo si è avvalso della facoltà di non rispondere. Nelle ipotesi della Procura trevigiana D'Amore e la colombiana avrebbero incassato 400 euro alla settimana dalle prostitute: quel denaro non sarebbe stato solo il prezzo del subaffitto ma piuttosto il frutto delle prestazioni sessuali.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Fermato con 3mila euro nascosti nelle mutande, Ivan D'Amore torna in carcere

VeneziaToday è in caricamento