Il centro di accoglienza della Croce rossa di Jesolo andrà svuotato

Dopo due ispezioni, il prefetto Vittorio Zappalorto ha disposto che la struttura non sia idonea per ospitare persone in quarantena

Il centro di accoglienza gestito dalla Croce rossa a Jesolo sta per essere svuotato: dopo due ispezioni, una effettuata dall'Ulss 4 e una dal personale della prefettura, il prefetto Vittorio Zappalorto ha stabilito che la struttura non è idonea a ospitare persone in condizioni di quarantena. Già nei giorni scorsi il centro era stato commissariato dalla stessa Croce rossa, che aveva sostituito il direttore e il personale con nuovi funzionari. La situazione, però, sembra ormai compromessa, tanto da rendere necessario l'allontanamento di tutti gli ospiti.

Dodici positivi al coronavirus

Secondo gli ultimi dati disponibili sono 12 le persone positive al coronavirus, le quali ovviamente devono restare all'interno del centro di via Levantina in isolamento. Altri 25 o 30 ospiti, negativi al virus, stanno per essere ricollocati in altri centri; ad altri quindici, perlopiù di nazionalità nigeriana, sarà revocata la misura dell'assistenza a causa dei loro comportamenti scorretti, e dovranno quindi andarsene. Ne restano una sessantina da ricollocare, operazione non semplice perché in Veneto mancano le strutture disposte ad accogliere migranti e perché c'è un'ostilità diffusa da parte dei sindaci. La prefettura ci sta lavorando in queste ore.

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Difficoltà di gestione

È molto probabile che, all'interno del centro di accoglienza, ci siano state delle difficoltà nella gestione di una tale quantità di ospiti: questo problema potrebbe avere avuto ripercussioni nella fase della pandemia, perché la carenza nel rispetto delle norme anti-Covid avrebbe comportato la veloce diffusione del contagio: a metà luglio oltre 40 ospiti risultarono positivi al virus e vennero spostati a Cavarzere per trascorrere le due settimane di isolamento previste in questi casi; dopodiché il focolaio si è ulteriormente allargato.

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