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Presunti jihadisti in udienza al tribunale del Riesame: i kosovari restano in carcere

Per Arjan Babaj, Fisnik Bekaj e Daze Haziraj, cittadini kosovari accusati di progettare un attentato a Rialto, è stata respinta la richiesta di scarcerazione presentata dai loro legali

E' stata respinta la richiesta di scarcerazione presentata dai legali di Arjan Babaj, Fisnik Bekaj e Daze Haziraj, i cittadini kosovari accusati di progettare un attentato in centro storico a Venezia. Mercoledì mattina si è svolta l'udienza al tribunale del Riesame di Venezia per i tre rinchiusi dalla fine del mese di marzo nei carceri di Venezia, Treviso e Belluno.

Si è trattata di una tappa importante nella vicenda giudiziaria che vede protagonista anche un minorenne di 17 anni, sempre di nazionalità kosovara: secondo il Riesame i tre presunti jihadisti sono da ritenere pericolosi e per questo motivo ha rigettato l'istanza dei regali, considerando di conseguenza "solido" il quadro indiziario presentato dalla Procura. Secondo l'accusa i kosovari, che vivevano in centro storico a Venezia, avrebbero rivestito un ruolo specifico all'interno della presunta cellula jihadista disarticolata da un blitz congiunto di carabinieri e polizia.

L'udienza è iniziata poco dopo mezzogiorno di mercoledì con presenti due dei tre indagati. Babaj è considerato secondo le carte l'ideologo del gruppo, con gli altri due pronti a seguirlo nella progettazione di una possibile azione che avrebbe avuto una risonanza internazionale. Si preparavano sia fisicamente, sia nell'utilizzo di armi da taglio. Oltre ai tre cittadini, come detto, c’è anche una quarta persona arrestata, un minorenne che nelle intercettazioni del 22 marzo scorso avrebbe fatto cenno all'attentato a Rialto, dicendo che ci si sarebbe guadagnati seduta stante il paradiso, per la massiccia presenza in zona di infedeli.

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