Ex Kallistè di Fossò, domani si tratta a Roma la Cigs per tutti i lavoratori

Una quarantina i licenziati nel calzaturificio a fine 2019. Apertura dell'unità di crisi regionale e avvio dei corsi di formazione, con i finanziamenti veneti. «Ora serve la garanzia di un sostegno economico»

Calzaturificio, archivio

Un calzaturificio storico della Riviera del Brenta noto per la produzione di qualità, il Be71, l'ex marchio Kallistè di Fossò. Dettagli, materiali, lavorazioni: un unicum nel territorio dagli anni '70, che aveva dato lavoro a decine di persone. Domani le sigle sindacali Filctem, Femca e Uiltec saranno al ministero dello Sviluppo a Roma per trattare gli ammortizzatori sociali per i 40 lavoratori, che si sono trovati, a fine 2019, senza occupazione, «dall'oggi al domani, alla fine di un'assemblea in cui siamo stati informati dei fatti». Unica, l'ex Be71, ma non la vicenda, che accomuna, e non solo in Riviera, tanti piccoli centri produttivi specializzati in tessuti, tomaie, suole, calzature, ricchi di professionalità grazie a un know how che si tramanda e si conserva nel tempo. Fallimenti, chiusure, scomparse di marchi e di posti di lavoro.

L'unità di crisi

In questo caso, la presenza dei sindacati, in particolare le categorie delle confederali Cgil, Cisl e Uil, hanno ottenuto l'apertura di un tavolo di crisi in Regione Veneto. Un percorso che ha portato alla concessione di finanziamenti per l'avvio di corsi di formazione per i lavoratori licenziati. E che oggi, domani, conduce al ministero con un bagaglio di garanzie utili per raggiungere l'obbiettivo: ottenere per tutti, per un anno, la cassa integrazione straordinaria per gli esuberi. Un ammortizzatore di nuovo utilizzabile, da due anni a questa parte, che i sindacati proveranno a portare a casa. La vicenda del fallimento passerà poi nelle mani di un curatore fallimentare, dopo che i libri contabili, domani 15 gennaio, andranno appunto in tribunale. Forse si potrà guardare avanti, come diversi lavoratori hanno potuto fare, con le domande di manodopera emerse nell'ambito di un distretto estremamente flessibile, e certamente esposto alla volubilità del mercato, delle stagioni, della moda.

La Cigs e la ricollocazione

«Bene l’eventuale cassa integrazione straordinaria per i dipendenti dell’ex calzaturificio Be71 - affermano i consiglieri regionali Bruno Pigozzo e Francesca Zottis del Partito Democratico - ma occorre tenere alta l’attenzione e l’impegno per la ricollocazione dei lavoratori - dicono dopo aver ascoltato la risposta della giunta all’interrogazione relativa alla chiusura improvvisa dell’azienda calzaturiera di Fossò - Prendiamo atto della rapida attivazione dell’unità di crisi da parte dell’assessorato al Lavoro e ci auguriamo che la questione possa evolvere positivamente, visto che il liquidatore avrebbe dichiarato la propria disponibilità a chiedere la cassa integrazione straordinaria per cessazione di attività - aggiungono i consiglieri - Chiediamo alla Regione di rafforzare l’attenzione su tutte le aziende in difficoltà, per evitare che si arrivi a situazioni improvvise così estreme che lasciano sul lastrico decine di persone».

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