Giovane karateka ancora in coma, piccoli segnali di miglioramento

Nelle prossime ore la 17enne scandinava dovrebbe essere svegliata per far luce sulle ripercussioni dell'emorragia cerebrale che l'ha colpita

Foto Facebook

Continua a trovarsi in prognosi riservata la giovane karateka danese ricoverata in Terapia intensiva all'ospedale dell'Angelo di Mestre da sabato scorso, dopo aver partecipato a un torneo internazionale a Caorle. Ancora da chiarire le cause che hanno portato la minorenne a perdere conoscenza per poi finire in coma farmacologico, al termine di una delicata operazione chirurgica che aveva l'obiettivo di lenire le conseguenze di una preoccupante emorragia cerebrale. La giovanissima nelle prossime ore, se il quadro clinico non subirà scossoni, dovrebbe essere gradualmente risvegliata. Solo in questo modo i medici potranno valutare quali conseguenze abbia avuto l'emorragia, sulle cui cause si è ancora nel campo delle ipotesi. 

La ragazza verso le 19 di sabato aveva appena concluso il proprio match di finale nella categoria Juniores +59 chilogrammi al terneo Venice Cup quando, all'improvviso, si è accasciata. Durante l'assalto aveva subito un calcio alla mandibola che le aveva fatto perdere l'equilibrio, facendole sbattere la testa sul tatami. E' possibile che questo trauma abbia causato la successiva emorragia, così come non è da escludere che il ricovero sia invece frutto di un malore indipendente da quanto accaduto in gara. Di certo subito dopo il match la 17enne ha lamentato un persistente mal di testa, fino a perdere i sensi. Tra i primi a soccorrere la karateka, oltre al personale specializzato, anche il suo padre, presente in tribuna e di professione medico. La ragazza, vista la gravità della situazione, è stata subito trasferita all'ospedale Dell'Angelo di Mestre in ambulanza. Non c'era tempo da perdere.

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Dopo due giorni di coma, dunque, i sanitari sono fiduciosi di poter scorgere qualche segnale di miglioramento. Il quadro rimane comunque preoccupante, ma la decisione di far riprendere coscienza alla diciassettenne scandinava potrebbe permettere almeno di far chiarezza sulle sue effettive condizioni.   
 

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