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La comunicazione a misura di bambino: 70 i laboratori per la terza edizione di Kids University

I laboratori in programma spaziano dalla comunicazione in natura alla programmazione digitale, dalle insidie della rete, come fake news e echo chamber, alla comunicazione visiva e storytelling con l’autore e attore Filippo Tognazzo, dalla lingua italiana dei segni

Ca’ Foscari ha scelto quest’anno il tema della comunicazione quale filo conduttore degli appuntamenti della Kids University, dopo le edizioni dedicate a sostenibilità e inclusione. Sempre con uno sguardo attento alle più attuali sfide globali e agli obiettivi sostenibili dell’agenda 2030 – caratteristiche riconosciute anche da Asvis che ha incluso la KUV nel Festival dello Sviluppo Sostenibile 2019 - docenti, ricercatori ed esperti di altri ambiti affronteranno il tema da una prospettiva globale che coinvolge moltissime discipline.

L'inziativa

Le classi di Venezia e provincia potranno prenotare uno o più tra i 70 laboratori interattivi – ognuno della durata di 90 minuti – tenuti da docenti dell’ateneo e da altri esperti. Il campus scientifico di Mestre, in Via Torino si conferma sede principale delle lezioni, ma Ca’ Foscari aprirà anche l’Aula Baratto, nella sede centrale di Venezia con vista sul Canal Grande, per un workshop di danza che trasformerà i segni della LIS in movimenti del corpo.

Laboratori

I laboratori in programma spaziano dalla comunicazione in natura – attraverso la fotosintesi clorofilliana, la catalasi e gli odori dei fiori (grazie alla collaborazione con The Merchant of Venice gli studenti potranno usare in laboratorio le fragranze dell’antica arte profumiera veneziana) – alla programmazione digitale; dalle insidie della rete, come fake news e echo chamber, alla comunicazione visiva e storytelling con l’autore e attore Filippo Tognazzo; dalla lingua italiana dei segni (LIS), compresa la sua variante tattile in collaborazione con la Lega del Filo d’oro (Ca’ Foscari è l’unico ateneo in Italia a proporre la LISt come insegnamento) al laboratorio di musica visiva con Ale&Nic, i due giovani talenti (studenti cafoscarini) scoperti a Italia’s Got Talent; dalla comunicazione finanziaria in materia di tasse e beni comuni alla scrittura cuneiforme del II millennio a.c., non così diversa da quella con tablet e stylus pen; dai codici della pubblicità al cambiamento climatico, con la collaborazione del Centro Euro Mediterraneo sui cambiamenti climatici CMCC e del CNR; dalla lingua giapponese, esplorata attraverso Instagram stories e karaoke alle simulazioni ONU in difesa della libertà di pensiero, secondo il modello universitario dei Model United Nation. Dalla comunicazione interculturale a quella del corpo. In quest’ultimo appuntamento, a Ca’ Foscari nella splendida cornice dell’aula Baratto affacciata sul Canal Grande, la Lingua dei segni diventa una danza, che ogni bambino potrà interpretare insieme alla danzatrice Isabella Moro. Il progetto proviene dall’esperienza ‘Muoviti! Muoviti!’, ciclo di workshop ideato e curato per Palazzo Grassi dalla storica della danza e del teatro Susanne Franco, e sarà riadattato per la Kids University veneziana.

Collaborazioni

Importanti e significative le collaborazioni con partner esterni, che arricchiscono ulteriormente il programma: ci sarà un laboratorio di giornalismo tenuto dalla redazione di Focus Junior, mensile ‘cult’ nella divulgazione scientifica e tecnologica under 13; insieme a Unicef, ricordando i trent’anni dall’approvazione della Convenzione ONU (1989) sui diritti dell’Infanzia e dell’adolescenza, verrà realizzata una campagna di promozione della ‘School in the box’, un progetto che unisce istruzione e sostenibilità per garantire il diritto ad allo studio anche in situazioni di emergenza; Carlotta Sami di Unhcr e la scrittrice Igiaba Scego, fellow dell'International Center For Humanities and Social Change, converseranno su come alcuni temi attuali vengono affrontati e raccontati dai media, a partire dal libro ‘Anche Superman era un rifugiato’ (Piemme edizioni); Science Gallery Venice coinvolgerà le classi in un ‘telefono senza fili’ basato sull’opera Hello Machine dell’artista australiana Rachel Hanlon.

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