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Lunedì, 24 Gennaio 2022
Cronaca

L’affidamento dei figli nelle separazioni: prevale quello condiviso ma il caso del bambino di Cittadella ha riacceso il dibattito

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di VeneziaToday

 

COMUNICATO STAMPA

LE ANALISI DELLA LINK CAMPUS UNIVERSITY

L'affidamento dei figli: prevale quello condiviso ma il caso del bambino di Cittadella ha riacceso il dibattito.

Costante aumento delle separazioni, lieve flessione dei divorzi.

Consensuale batte giudiziale.

Secondo le stime di Link Lab per le separazioni e i divorzi gli italiani hanno speso complessivamente quasi 350 milioni di euro.

Nelle separazioni con rito giudiziale in un caso su quattro il minore viene affidato alla mamma.

 

Se scappi ti sposo. Prosegue la crescita delle separazioni. Una leggera flessione sul fronte dei divorzi. L'Istituto del matrimonio in Italia si dimostra sempre più debole. Il costante incremento del numero di separazioni e divorzi, che si inserisce all'interno di un complessivo mutamento sociale ormai in atto da diversi anni che ha ≪decretato la crisi del concetto di famiglia - dichiara Nicola Ferrigni, docente di sociologia della Link Campus University e direttore di Link Lab - testimoniano un'instabilità coniugale e di coppia che molto spesso si allarga, assumendo contorni più drammatici, qualora vi siano figli coinvolti≫.

Secondo gli ultimi dati ufficiali, le separazioni nel 2010 sono state 88.191, il 2,6% in più rispetto al 2009 e l'8,4% in più rispetto al 2007. Per i divorzi si registra, invece, un leggero decremento: nel 2010, infatti, i divorzi sono stati 54.160, in calo dello 0,5% rispetto all'anno precedente, anche se in aumento del 6,9% rispetto al 2007.

 

Prevale il rito consensuale ma si registra un aumento significativo del giudiziale, soprattutto nei divorzi. Nel solo triennio 2007/2010: +14,7% le separazioni con rito giudiziale.La tipologia di procedimento scelta per le separazioni è prevalentemente quella consensuale, che prevede l'indicazione di accordi specifici tra i due coniugi al momento di presentazione dell'istanza. Nel 2010 la quasi totalità delle cause di separazione (85,5%) si è conclusa con il rito consensuale, in aumento del 2,5% rispetto al 2009 e del 7,4% rispetto al 2007. Il rito giudiziale, a cui si ricorre qualora non si raggiunga un'intesa tra i due coniugi - benché scelto in misura notevolmente inferiore rispetto al rito consensuale - appare in aumento del 3,2% rispetto al 2009 e addirittura del 14,7% rispetto al 2007.

 

Triennio 2007/2010: +35,8% i divorzi con rito giudiziale. Anche per le cause di divorzio i coniugi ricorrono prevalentemente al procedimento legale consensuale, nonostante si registri un lieve calo rispetto al passato in favore del rito giudiziale. Nel 2010, infatti, i divorzi che si sono conclusi con rito consensuale sono stati 39.212, il 72,4% del totale dei divorzi, con un decremento dello 0,03% rispetto al 2009 e dell' 1,1% rispetto al 2007. I divorzi giudiziali, invece, benché in calo dell' 1,9% rispetto al 2009 - anno in cui d'altra parte si registra una diminuzione del numero di divorzi in Italia - registrano una significativa variazione positiva rispetto al 2007 (+35,8%).

 

La stima di Link Lab: per le separazioni e i divorzi gli italiani spendono in un anno quasi 350 milioni di euro. La chiusura di un matrimonio comporta costi significativi per i coniugi coinvolti, imputabili soprattutto alle spese per l'assistenza legale.

Sulla base delle analisi effettuate dalla Link Campus University, nei casi di separazione consensuale o divorzio congiunto, il costo medio complessivo per la consulenza legale è pari a 5.500 euro, cifra che si dimezza nel caso di un unico legale scelto dalla coppia.

Nelle cause di separazioni o divorzi giudiziali, invece, il costo medio complessivo per l'assistenza legale cresce fino agli 8.500 euro per entrambi i coniugi coinvolti nella causa.

Stando agli ultimi dati ufficiali disponibili sul numero delle separazioni e dei divorzi in Italia, la Link Campus University ha stimato per l'anno 2010 un costo complessivo di 216 milioni di euro per le separazioni e i divorzi che si sono conclusi con il rito consensuale e di 127 milioni di euro per le separazioni e i divorzi con procedura giudiziale, per una spesa complessiva di circa 343 milioni di euro.

 

L'affidamento dei figli nelle separazioni: prevale quello condiviso (quasi il 90%). In via di abbandono la tradizione giuridica che affidava alla madre la gestione dei figli seppur con qualche resistenza in più al Sud.

Il recente caso di cronaca del bambino di Cittadella prelevato con forza da scuola - afferma Nicola Ferrigni, docente di Sociologia della Link Campus University - riaccende il dibattito sull'affido dei minori in seguito alle separazioni dei genitori. L'introduzione della Legge 54/2006, che ha consentito ad entrambi i genitori ex coniugi di mantenere la potestà genitoriale (che prima dell'entrata in vigore della nuova normativa spettava esclusivamente al genitore affidatario), ha comportato una significativa inversione di tendenza, tipica del passato, che assegnava alla madre, nella quasi totalità delle separazioni e dei divorzi, l'affido del figlio minorenne≫.

Oggi la tipologia di affidamento dei minori prevalentemente adottata nelle cause di separazione è quella dell'affidamento condiviso. Nel 2010 sono stati 58.718 i minori per cui è stato deciso l'affidamento condiviso, circa il 90% del totale, a fronte dell' 8,9% dei minori affidati esclusivamente alla madre. Fino al 2005 l'affidamento esclusivo alla madre ha rappresentato la tipologia di affido prevalente, mentre a partire dal 2006 si registra un cambio di rotta. Nel 2006, infatti, gli affidamenti condivisi nelle cause di separazione rappresentavano il 38,8% del totale; nel 2007 la quota sale in maniera considerevole raggiungendo un valore nazionale pari al 72,1% che si è consolidato negli anni successivi per poi attestarsi all' 89,7% nel 2010.

 

Al Sud tradizione più stabile. L'analisi del dato per area geografica evidenzia, inoltre, il ricorso a tale tipologia di affidamento soprattutto nelle regioni del Centro e del Nord, mentre si riduce significativamente al Sud. Nel Mezzogiorno l'affidamento condiviso è stato infatti previsto per l'85,9% dei minori a fronte di un valore nazionale pari all' 89,7%, a vantaggio della custodia esclusivamente materna che è pari al 12,2% rispetto ad un totale nazionale pari all' 8,9%. ≪Tale dato - dichiara Nicola Ferrigni, direttore di Link Lab e docente di Sociologia alla Link Campus University - indica la persistenza di una tradizione culturale ancora più marcata nel Mezzogiorno, rispetto al resto d'Italia, che tende a privilegiare l'affidamento alla madre come figura chiave nell'educazione dei figli.

 

L'affidamento condiviso nelle separazioni: adottato nella quasi totalità delle separazioni consensuali. Nel giudiziale invece, in un caso su quattro la potestà è materna. Il ricorso all'affidamento condiviso appare correlato al procedimento legale scelto per la separazione. Tale tipologia di affidamento, infatti, viene adottata nel 92,9% delle separazioni consensuali e nel 71,8% di quelle giudiziali, per le quali cresce, invece, il peso dell'affido esclusivo alla madre del minore (24,1% contro il 6,3% registrato nelle separazioni con rito consensuale). Nelle cause di separazione giudiziale, inoltre, aumenta la quota degli affidamenti in via esclusiva al padre, pari al 2,5% a fronte dello 0,5% registrato nelle separazioni consensuali.

DIVORZI. L'affidamento dei figli: prevale quello condiviso (circa il 74%) ma in un caso su quattro (23,4%) il giudice preferisce l'affidamento materno. L'affido condiviso rappresenta la tipologia di affidamento prevalente anche nelle cause di divorzio (73,8%), benché in misura inferiore rispetto alle separazioni (89,7%). Nel 2010 sono stati 17.373 i minori per i quali è stato scelto l'affidamento condiviso, circa il 74%. Ancora una volta al Sud si ricorre a tale tipologia di affido con molta più difficoltà; nel 2010, infatti, gli affidi condivisi nel Mezzogiorno sono stati il 65,4%, a fronte di una media nazionale pari al 73,8%. Cresce invece al Sud la quota di affidamenti concessi alla madre: 30,7% rispetto al 12,4% registrato in Italia. Gli effetti della legge del 2006 sull'affidamento condiviso sono visibili anche osservando l'andamento negli anni delle diverse modalità di affidamento dei minori nelle cause di divorzio. Cresce significativamente, infatti, la quota di affidi condivisi che, se nel 2006 era pari al 28% del totale degli affidamenti, si rafforza negli anni successivi raggiungendo un valore nazionale del 73,8% nel 2010, con la conseguenza di una notevole riduzione degli affidi concessi in via esclusiva alla madre. La crescita del numero di affidi condivisi nelle cause di divorzio appare però notevolmente più lenta di quella registrata nelle cause di separazione. ≪Questa tendenza- conclude Nicola Ferrigni - sottolinea la difficoltà di pervenire a tale accordo soprattutto in fase di chiusura definitiva della relazione tra gli ex coniugi≫.

 

Nei divorzi con rito giudiziale il ricorso alla figura materna è molto più evidente: 32,5% contro il 20,2% del consensuale. Tuttavia l'affido condiviso il più adottato: 62,4% nel giudiziale, 77,9% nel consensuale.

Anche nelle cause di divorzio il ricorso all'affidamento condiviso sembra connesso con il rito di chiusura prescelto. Nel 2010 gli affidamenti condivisi sono stati circa l'80% nei divorzi consensuali, quota che scende al 62,4% nei divorzi con procedimento giudiziale. Così come accade per le cause di separazione, il rito di chiusura giudiziale vede la quota degli affidamenti condivisi notevolmente ridotta a vantaggio degli affidamenti concessi alla madre. Questi ultimi rappresentano nel 2010 il 32,5% del totale degli affidamenti di minori nei divorzi giudiziali a fronte del 20,2% registrato per i divorzi consensuali.

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