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L'appartamento degli abusivi a Venezia era un laboratorio del falso

La contraffazione dei 15mila pezzi sequestrati avveniva direttamente nel magazzino vicino via Garibaldi dove giovedì è entrata la polizia

Con una sola operazione hanno praticamente raddoppiato la mole dei sequestri in laguna. Gli agenti del commissariato San Marco giovedì hanno scoperto un magazzino-appartamento vicino a via Garibaldi a Castello diventato punto di riferimento di un gruppo di venditori abudivi che ogni giorno vendevano la propria mercanzia tra le calli di Venezia. Quindicimila i pezzi sequestrati, praticamente il "festival del tarocco": borse, dardi luminosi, bastoni per selfie, una quantità ingente di finti Ray-Ban. Ma soprattutto ciò che ha attirato maggiormente l'attenzione degli agenti sono stati i marchi fasulli delle più note griffe, da apporre in pochi istanti su anonime borse che grazie a questa operazione in pochi istanti sarebbero diventate delle miniere d'oro.

Gli accertamenti continuano: all'interno c'erano undici posti letto, occupati da otto persone (tutte bengalesi). Quattro quelle denunciate per il fatto di non avere il permesso di soggiorno, tre invece quelle per vendita di merce contraffatta. Ora la palla è passata anche alla polizia municipale di Castello, per capire se il proprietario, un veneziano, fosse a conoscenza di cosa fosse diventato il suo immobile dato in affitto. Anche se spesso i proprietari di case a Venezia affittano tutto a gente in regola, solo allora il tutto viene subaffittato a chi per ovvi motivi non deve comparire nelle carte. Il materiale per la contraffazione, dunque, è stato trovato assieme alla merce irregolare: segno che quella fase avveniva in quel magazzino-appartamento di una quarantina di metri quadri in cui sono quasi tutti finiti nei guai.

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