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Cronaca

L'estate rovente del Mose, per gli "omissis" ora tremano i politici

Le indagini che hanno portato all'arresto di Baita prima e di Mazzacurati poi puntano a scoprire chi si sia intascato i fondi neri scovati all'estero

Estate rovente anche in Procura e nei palazzi di giustizia. Come riporta il Gazzettino, infatti, dall'inchiesta che ruota attorno all'ex presidente del Consorzio Venezia Nuova Giovanni Mazzacurati e quella imperniata sull'ex amministratore delegato della Mantovani Piergiorgio Baita potrebbero scaturire degli sviluppi "clamorosi".

LA FINANZA: "ANCHE TANGENTI A POLITICI LOCALI"

D'altronde gli omissis all'interno della relazione del nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza sono moltissimi. E coprono nomi, date e luoghi. Oltre alla turbativa d'asta e all'associazione a delinquere per frode fiscale, infatti, gli inquirenti intendono capire se ci sia un "piano superiore". Se, quindi, i fondi neri creati attraverso cartiere all'estero siano poi arrivati in tasca di esponenti politici.

"ECCO CHI HA RICEVUTO I SOLDI DAL CONSORZIO"

Tangenti. Questo l'elemento più interessante che potrebbe uscire dagli interrogatori in corso in questi giorni. Del resto quei soldi, sono gli stessi finanzieri ad averlo dihiarato, a qualcosa devono pur essere serviti. Nella loro relazione, infatti, si scrive che "in diversi casi la provvista creata in capo alle società utilizzatrici viene utilizzata per corrispondere tangenti ai pubblici ufficiali referenti del Consorzio Venezia Nuova, nonché per elargire finanziamenti illeciti ad esponenti politici locali". Chi sono questi nomi? Omissis. Per ora.

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