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L'idea d Nordio: "Non punibile chi farà il nome dei politici corrotti"

Il procuratore aggiunto di Venezia: "Serve rompere quel patto che accomuna chi compra e chi viene coomprato. Altrimenti non si va avanti

Un po' come con la mafia o con il terrorismo. Del resto al tempo di Mani Pulite chi veniva indagato da un certo punto di vista aveva interesse a parlare, per cercare di migliorare la propria posizione nei confronti della giustizia. Qualcosa del genere sarebbe auspicabile accadesse anche in laguna, almeno secondo il procuratore aggiunto Carlo Nordio. Che di tangenti e quant'altro se ne intende.

Secondo lui, come riporta il Gazzettino, sarebbe auspicabile che la legge introducesse delle misure premiali per chi accusa il politico di essere stato corrotto. In questo momento, infatti, corruttore e socio non hanno interesse a parlare. Nel caso "affondano" tutti insieme. In una visione alternativa, invece, secondo Nordio si dovrebbero istituire degli sconti di pena per chi decide di passare dall'altra parte della barricata. Anzi, addirittura per lui si penserebbe a una non punibilità della "gola profonda". In modo da rompere quel "patto" tra corruttore e corrotto che induce

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