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La Camera di commercio contro i puntatori laser: "Li sequestriamo"

L'Ente camerale ha fatto analizzare alcuni prodotti all'università Ca' Foscari: "Risultati allarmanti". Controlli a tappeto a Caorle

Da qualche anno si sono moltiplicati e differenziati (ne sanno qualcosa i piloti in fase di atterraggio di notte all'aeroporto Marco Polo). Ora anche la Camera di commercio scende in trincea contro i puntatori laser, il più delle volte offerti da venditori abusivi in centro storico o sul litorale. "Ma si trovano sorprendentemente anche sugli scaffali di negozi autorizzati", puntualizza l'Ente camerale. Si tratterebbe di oggetti portati dalla potenza molto elevata e privi di ogni sistema di sicurezza. A provarlo delle analisi condotte dall'Università Ca' Foscari di Venezia, secondo cui ci sarebbero grossi rischi per la vista e anche per la pelle.  

"A seguito di una circostanziata informativa, la Vigilanza Prodotti e Lotta alla Contraffazione delle Camera di Commercio di Venezia ha voluto vederci chiaro, sospettando che tali prodotti potessero rappresentare un serio rischio per la salute dei consumatori - si spiega in una nota - Gli ispettori dell’Ente camerale veneziano hanno dunque recuperato una vecchia circolare del Ministero della Salute del 1998 che vieta, su tutto il territorio nazionale, la commercializzazione di puntatori laser di classe pari o superiore a 3: si tratta di strumenti che erogano un fascio con potenza pari o superiore a 1 (milliwatt) e che, per potenze ben oltre tale soglia, si caratterizzano in particolare per l’emissione di un fascio di colore verde".

Alla vigilia di Ferragosto gli ispettori camerali hanno quindi effettuato alcuni sopralluoghi negli esercizi commerciali del litorale. Gli interventi hanno portato al prelievo amministrativo di cinque esemplari, con caratteristiche apparentemente analoghe ai campioni già acquisti in precedenza dalla guardia di finanza, avvenuto in due esercizi gestiti da cingalesidi Caorle e Porto Santa Margherita. Dopodiché gli ispettori si sono attivati prendendo contatti con l’università Ca’ Foscari per determinarne l'effettiva pericolosità: le misure sono state eseguite il 21 agosto scorso da personale qualificato, alla presenza di un ispettore camerale.

Gli esiti delle misurazioni hanno lasciato di stucco gli stessi esperti dell’Università: oltre ad aver riscontrato un’erogazione di potenze estremamente variabili da esemplare a esemplare, sintomo di un controllo qualità della produzione particolarmente scadente, ogni puntatore laser testato è risultato superare ampiamente i limiti di potenza imposti dalle norme di sicurezza, sconfinando abbondantemente nella classe “3b”: come confermato dagli esperti, si tratta di una potenza estremamente nociva per gli occhi e per la cute.

"Per rendere l’idea di quanto sia grave il pericolo rappresentato da questi strumenti, azionabili semplicemente premendo un bottoncino e privi di qualsiasi forma di “sicura”, si pensi che le vigenti prescrizioni in materia di sicurezza dei laser prevedono che gli apparecchi di classe “3b" debbano essere obbligatoriamente dotati di comando a chiave per consentirne l’attivazione, di un sistema di segnalazione ottica/acustica e di un meccanismo di attivazione che comporti l’esecuzione di tre distinte manovre volontarie, al fine di prevenire l’accensione accidentale - spiega la Camera di commercio - si tratta dunque di strumenti estremamente delicati e pericolosi, potenzialmente classificabili come “armi non letali”, che vengono invece lasciati, il più delle volte, nelle mani dei bambini, spesso senza alcun controllo". Per questo motivo gli ispettori camerali, con la collaborazione della guardia di finanza di Caorle, stanno sequestrando tutti i prodotti potenzialmente pericolosi.

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