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Cronaca Vigonovo

Laboratori cinesi come campi di lavoro forzato in Riviera del Brenta

La Finanza di Venezia e Mirano irrompe in alcuni capannoni di Vigonovo, Fiesso d’Artico, Fossò, Camponogara e Mirano: 13 persone multate fino a 12mila euro. Operai irregolari tutti all'opera

Nuovo blitz della guarda di finanza di Venezia, Mirano e personale dei Baschi Verdi in alcuni laboratori di abbigliamento e calzature destinati all’alta moda. Ancora una volta, i militari, dotati di particolari apparecchiature per la visione notturna e in collaborazione con la Direzione provinciale del lavoro, l’Inps, i Comuni di Venezia e Vigonovo e lo Spisal di Dolo, hanno messo gli occhi su attività gestite da cittadini cinesi nell’area della Riviera del Brenta e del Caverzerano (in particolare Vigonovo, Fiesso d’Artico, Fossò, Camponogara e Mirano).

Dopo tutto il lavoro di "intelligence", raccolta di indizi, testimonianze, pregressi, sono stati scoperti tredici lavoratori cinesi irregolari, a cui sono state elevate sanzioni fino a 12mila euro oltre quella regolare, sono state sospese le due attività che li utilizzavano in nero (poiché non regolarmente segnalati in misura superiore al 20 percento di quelli effettivamente assunti) e una multa è arrivata anche per gravi violazioni di carattere urbanistico e mancato rispetto delle norme di sicurezza per le quali verrà emanata la cessazione del lavoro mediante apposita ordinanza.

I datori di lavoro avevano organizzato tutto come in un campo di lavoro: vedette, sistemi di videosorveglianza esterna a circuito chiuso, contatti con estranei ridotti all'osso. Nel momento in cui i finanzieri sono piombati nei locali, la sera del 28 febbraio, il lavoro era in pieno svolgimento: quando si sono visti i militari davanti alcuni hanno persino tentato di buttarsi a terra per fingere di dormire, lasciando le macchine da cucire accese. Sono in corso tuttora i controlli di natura fiscale.

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