rotate-mobile
Cronaca Mirano / Zianigo

Laboratorio cinese sequestrato a Zianigo, il titolare denunciato

Opificio tessile bloccato dai carabinieri per diverse e gravi mancanze in fatto di sicurezza sul lavoro. Spazi sottoposti a sequestro preventivo

Lì li hanno visti lavorare sempre. La mattina come la sera. Tutti di nazionalità cinese, tutti schivi. Anche se qualche "buongiorno, buonasera" dopo mesi di incontri sulle scale partiva. Ora, però, sono arrivati i sigilli. I carabinieri del nucleo Ispettorato del Lavoro di Venezia nei giorni scorsi hanno sottoposto a sequestro preventivo un laboratorio tessile a conduzione cinese in un palazzo di Zianigo di Mirano.

Al piano sottostante una palestra, a quello superiore una sala prove. "In mezzo" l'opificio, finito nel mirino dell'Arma anche dopo la tragedia di Prato dei mesi scorsi. Dopo le morti e le denunce, le maglie dei controlli se possibile si sono fatte ancora più strette. In questo caso tutti i sette lavoratori trovati chini tra telaio e macchina da cucire erano in regola con il permesso di soggiorno. Il laboratorio, però, si sarebbe caratterizzato per diverse e gravi carenze dal punto di vista della sicurezza.

Violazioni che, in base all'articolo 81 del decreto legislativo del 2008, hanno indotto i carabinieri a disporre il sequestro. Come si legge sul cartello affisso sulla porta, si tratta di un sequestro preventivo, ossia una misura, come recita l'articolo 321 del codice penale, volta a prevenire il "pericolo che la libera disponibilità di una cosa pertinente al reato possa aggravare o protrarre le conseguenze di esso ovvero agevolare la commissione di altri reati". Tradotto: le condizioni di sicurezza in cui si lavorava all'interno del laboratorio erano pericolose. Tanto più in un edificio con altre attività. Per questo telai e macchine da cucire sono state fermate seduta stante e il titolare, anch'egli di nazionalità cinese, denunciato.  

Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Laboratorio cinese sequestrato a Zianigo, il titolare denunciato

VeneziaToday è in caricamento