Il residente le segnala alla polizia, arrestate in flagrante due ladruncole a Chioggia

E' avvenuto mercoledì mattina in zona Borgo San Giovanni. In manette una 26enne serba incinta e una 17enne croata. Stavano cercando di forzare un portoncino d'ingresso

Gli arnesi da scasso sequestrati

Il residente si accorge che quelle due giovani non le aveva mai viste prima all'interno del condominio e, insospettito dal loro comportamento, decide di avvertire la polizia. Facendo centro. Mercoledì mattina i piani per due ladruncole di origini nomadi entrate in azione a Chioggia sono saltati quasi subito, tant'è vero che verso le 11 non sono nemmeno riuscite a penetrare nei due appartamenti che avevano messo nel loro mirino in un condominio in zona Borgo San Giovanni. 

Sul posto è intervenuta la polizia, con personale in divisa e in borghese. Mentre le due, una 17enne serba e una 26enne serba (incinta da pochi mesi), erano salite fino al sesto piano in cerca di far razzie. Con i due cacciaviti che avevano a disposizione, poi sequestrati dalle forze dell'ordine, hanno tentato di scassinare la porta d'ingresso di due abitazioni in quel momento vuote. I residenti non c'erano. 

Proprio mentre erano chine sulla serratura di uno dei portoncini, però, sono state raggiunte dagli agenti del commissariato locale. Le due hanno cercato una vana fuga, ma una volta arrivate al piano terra, sono state bloccate dal resto delle pattuglie accorse. Le stavano aspettando al varco. Le ladruncole sono quindi state portate in commissariato: una delle due nascondeva il cacciavite nel reggiseno. Sequestrati anche una chiave inglese e due calzini bianchi usati come dei guanti nel momento in cui sarebbe servito arraffare qualcosa. 

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Entrambe hanno diversi precedenti per reati contro il patrimonio, anche all'estero. E tutte e due avrebbero dovuto già scontare alcune pene: la 26enne era già stata raggiunta da un ordine di carcerazione spiccato nel 2013. Deve ancora scontare 11 mesi di reclusione. Per questo motivo in attesa della direttissima è stata trasferita al carcere femminile della Giudecca. La minorenne, invece, su ordine della procura dei minorenni di Trieste sarebbe dovuta rimanere in una comunità di Udine. Anche per lei, quindi, un mare di guai. 
 

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