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Furti a raffica: sgominata banda di ladri, tra loro i parenti dell'autista dell'Audi gialla

Arrestati dai carabinieri di Padova 6 cittadini albanesi che stavano per lasciare l'Italia. Entravano nelle case con i proprietari all'interno e hanno anche speronato le forze dell'ordine

I carabinieri del comando provinciale di Padova hanno smantellato una banda di ladri dediti a furti in appartamento commessi anche in presenza delle vittime. In manette sei albanesi: X.F. 26enne, S.K. 36enne, R.E. 21enne, R.I. 30enne, B.B. 28enne, tutti in Italia senza fissa dimora con precedenti a loro carico, e X.E., 28enne incensurato. Due di loro sono fratello e nipote di V.R., l’autista della famigerata Audi gialla che aveva messo in scacco il Nordest nell’inverno del 2016.

Le indagini.

Il gruppo era costituito da un intero gruppo familiare i cui componenti erano veri e propri funamboli del crimine. Negli ultimi mesi avevano portato a termine innumerevoli colpi nel Nord Italia. Le indagini dei carabinieri sono partite a seguito di una serie di furti in appartamento verificatesi tra le province di Padova e Vicenza. Dopo le prime localizzazioni gli investigatori sono arrivati ad intercettare una Mini Cooper rubata in provincia di Varese e usata per compiere furti. Seguendo le tracce dell'auto, utilizzando per lo più filmati di sorveglianza urbana e servizi di osservazione, i carabinieri hanno ricostruito una lunga serie di crimini collegati tra loro. I malviventi, agganciati in più di una occasione, non hanno esitato a speronare le auto dei militari o a lanciarsi dal secondo piano di abitazioni per sfuggire alla cattura, atterrando su alberi per poi scendere come trapezisti.

Modus operandi.

La banda si spostava da una regione all'altra con frequenza: si recavano nell'area che volevano colpire con un'auto pulita, per gli spostamenti in zona rubavano un veicolo che dopo i colpi parcheggiavano sempre in grandi aree di sosta dove il mezzo poteva passare inosservato. Si muovevano con la complicità di parenti e affini che venivano coinvolti per gli scmbi logistici tra auto e bottini. Ogni batteria, al fine di garantirsi l'irrintracciabilità, dopo una quarantina di giorni si spostava di area geografica e comunque sempre dopo un breve soggiorno in Albania. La banda, per entrare in azione, approfittava preferibilmente delle ore serali, dalle 18 alle 20.30, e colpiva indistintamente condomini e case isolate: i componenti, tutti molto agili, riuscivano ad arrampicarsi lungo le grondaie anche oltre il terzo piano, e per lo più forzavano le finestre, più facili da scassinare rispetto alle porte blindate. Le province colpite sono Pavia, Varese, Verona, Vicenza, Venezia, Treviso, Padova, Bologna e Ravenna.

Il blitz.

Il 15 ottobre i carabinieri hanno effettuato un primo blitz in cui sono stati arrestati tre componenti mentre giovedì 1° novembre è avvenuto il secondo arresto in un domicilio di fortuna. Sono contestati alla banda 34 furti in appartamento 4 auto rubate ma sono in corso altri accertamenti per almeno un centinaio di colpi tra Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna. Recuperata refurtiva per oltre 100mila euro: oltre a decine di orologi di lusso anche un drone Eagle che faceva parte del bottino e che doveva servire per controllare la zona, soprattutto per evitare d'imbattersi nell'arrivo dei carabinieri. I sei sono stati condotti al carcere Due Palazzi di Padova.

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