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I ladri piombano nel bar e nel ristorante, arrestati con la refurtiva

Le manette sono scattate alle prime luci dell'alba di domenica in un capanno per attrezzi di Meolo. In tre devono rispondere di furto

Sono stati sorpresi dai carabinieri mentre, a poca distanza da dove avevano perpetrato un paio di furti, erano intenti a forzare una macchinetta cambiamonete per impossessarsi dei soldi custoditi al suo interno. L'intervento dei militari del nucleo operativo di San Donà, però, ha permesso di recuperare la refurtiva e di arrestare i tre delinquenti di nazionalità romena entrati in azione alle prime luci dell'alba di domenica a Meolo: un 27enne residente a Mestre e due senza fissa dimora, un 36enne e un 32enne, domiciliati temporaneamente a Musile di Piave.

I predoni, infatti, erano penetrati da poco nel bar "Lady's" di piazza Martiri, forzando due finestre laterali. Una volta all'interno hanno messo ko le slot machine, rubando quanti più soldi possibile, e si sono portati via la macchinetta cambiamonete. A lanciare l'allarme è stata una passante, che ha dichiarato di aver visto i malintenzionati uscire dal bar e trasportare a braccia il cambiamonete oltre una recinzione, per poi entrare in un capanno degli attrezzi, da cui poi era possibile udire dei sordi rumori di colpi. E' stato grazie alla sua segnalazione immediata se i carabinieri sono riusciti a piombare sul posto e stringere le manette ai polsi ai delinquenti, in possesso anche di buoni pasto per circa 700 euro spariti dal ristorante bar "Commercio" di piazza Battisti. Tutta la refurtiva è stata restituita ai legittimi proprietari: ossia 1700 euro in monete e i buoni pasto già vidimati. L'arresto è scattato nel momento in cui i tre sono stati visti uscire dal capanno e uscire in strada a bordo di una Peugeot 206, con a bordo diversi strumenti da scasso.

In particolare il ristorante aveva già subito un'incursione simile non più di 48 ore prima. Un uno-due che non poteva che mettere in ginocchio il titolare, prima di essere contattato dalle forze dell'ordine ed essere informato dell'arresto. Come detto, del furto i gestori si erano accorti solo la mattina presto, visto che il sistema d'allarme era già stato messo fuori combattimento venerdì con la prima incursione. In 48 ore, dunque, è partita di nuovo la conta dei danni, piuttosto ingenti. Non solo la serratura della porta sul retro da sostituire e il sistema anti intrusione da rimettere a nuovo, ma anche la voglia dei predoni di lasciare dietro di sé fastiodiosi segni del proprio passaggio (è stato tutto messo a soqquadro) forse per la delusione di trovare ben poco da rubare. Del resto c'era già stato qualcuno che aveva fatto razzia solo due giorni prima.

Lunedì mattina la convalida dell'arresto: il "mestrino" è stato condannato a due anni di domiciliari e il pagamento di 400 euro di multa, gli altri due a poco più di tre anni di reclusione. Da scontare in carcere.

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