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"Ci siamo prima noi": il palo pensa siano ladri, invece sono carabinieri

Tre arresti nella notte a Martellago. I militari del nucleo investigativo, con l'aiuto di un elicottero, hanno sgominato una batteria in piena azione

"Ci siamo prima noi". Come a dire: "Colleghi ladri, oggi la razzia la perpetriamo noi. Aspettate il vostro turno". La corsa al furto, però, stavolta si è conclusa con le manette. Perché quegli uomini che verso le 4 di notte si erano fatti vedere nelle vicinanze di un bar di via Pepe a Olmo di Martellago non erano delinquenti. Bensì carabinieri. Il palo della banda arrestata nelle prime ore di sabato, quindi, ha preso la cantonata più grande possibile. Se la ricorderà negli anni a venire.

La frazione del comune veneziano negli ultimi mesi è stata messa nel mirino dai predoni. Case ed esercizi commerciali. In tanti avevano ricevuto la visita dei malintenzionati. Tentata o riuscita. Nella notte tra venerdì e sabato, però, i carabinieri del nucleo investigativo di Mestre, coordinati anche dal comando provinciale di Venezia, hanno messo in atto dei controlli. Le loro indagini avevano portato a puntare quella possibile batteria di tre uomini che si muoveva di notte.

Grazie anche all'elicottero dei carabinieri del Nucleo di Treviso, la batteria è stata intercettata verso le 2.30 di sabato. Movimenti strani. Evidentemente si preparava una serata di razzie. I tre poi finiti in manette sono entrati in azione cercando di tagliare la saracinesca di un bar a conduzione cinese di Olmo di Martellago. Volevano entrare e rubare tutto. In due si "sporcavano le mani", un terzo stava di vedetta. Proprio quello, dotato di ritrasmittente, che ha scambiato i carabinieri per ladri.

I militari, fiutata la possibilità di cogliere in flagrante i delinquenti, coordinati dall'elicottero che seguiva la scena dall'alto, sono quindi entrati in azione. E hanno ammanettato i ladri: si tratta di E.D., operaio veneziano di 44 anni, di V.B., moldavo nullafacenti di 38 anni e A.P., 42enne moldavo anch'egli disoccupato. Tutti pregiudicati, dovranno rispondere di tentato furto aggravato in concorso e possesso ingiustificato di chiavi alterate e grimaldelli.

Nelle rispettive abitazioni è stato possibile recuperare diversa refurtiva, frutto di altre razzie in locali e abitazioni. In particolare quella trafugata in un appartamento di Zelarino letteralmente svuotato il 7 marzo scorso. I delinquenti si erano addirittura portati via dei mobili. Parte del bottino venerdì (quindi poche ore prima dell'arresto) era stato recuperato a bordo di un furgone fermato nel Padovano condotto da due cittadini dell'Est Europa, denunciati per ricettazione.

IL VIDEO DELL'ARRESTO

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