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Fuga dopo la spaccata in officina Ad attenderli trovano la polizia

Due mestrini arrestati nella notte tra martedì e mercoledì dopo che avevano messo a segno un colpo in via Colombara a Marghera

Erano delle vecchie conoscenze della squadra mobile, già sorprese con gli arnesi del mestiere il 19 agosto scorso in quel di Quarto d'Altino. Le strade della polizia e di due delinquenti specializzati in spaccate si sono incrociate anche nella notte tra martedì e mercoledì, quando il Gamm, gruppo anticrimine Mestre-Marghera della questura, ha arrestato in flagranza di reato due pregiudicati che avevano appena messo a segno una spaccata in un'officina di via Colombara a Marghera. In manette sono finiti A.S., 36enne di Favaro Veneto e G.T., 35enne di Campalto. Entrambi avevano raggiunto il luogo delle operazioni a bordo di una Fiat Cinquecento, la stessa che ha insospettito le forze dell'ordine in servizio di perlustrazione nella zona commerciale della città giardino.

Il veicolo infatti si trovava in posizione defilata, in un orario certo inusuale. Parcheggiata a lato strada. Proprio mentre gli agenti stavano raggiungendo il mezzo per approfondire i controlli, hanno udito un rumore proveniente da non distante, con tanto di attivazione del sistema d'allarme. E' stato subito chiaro che era in corso una spaccata nella vicina officina, da cui poi sono usciti i due ladri. Non si aspettavano certo di trovare i poliziotti ad aspettarli. Anzi, pensavano che il colpo fino a quel momento era filato liscio come l'olio. Per la coppia sono quindi scattate le manette: sequestrati loro anche mille euro in contanti (il bottino dell'intrusione appena messa a segno), passamontagna, guanti e scaldacollo. Il perfetto kit del ladro.

Nessun dubbio che fossero stati loro a perpetrare il furto nell'officina: i soldi che mancavano all'appello erano proprio quelli che avevano i due intrusi, penetrati spaccando una vetrata della porta principale. Novità anche sul fronte delle perquisizioni successive: in un garage nella disponibilità degli arrestati, oltre che nelle loro rispettive abitazioni, sono stati sequestrati diversi arnesi da scasso, oltre che quattro flessibili e dischi di diversa grandezza e tipologia. Insomma, con ogni probabilità materiale utilizzato anche in altre scorribande criminali, su cui ora sta cercando di far luce la squadra mobile. I due mestrini sono stati arrestati e trasferiti al carcere di Santa Maria Maggiore. Il 19 agosto scorso vennero denunciati dopo essere stati sorpresi a Quarto d'Altino con una smerigliatrice angolare flex, dischi di ricambio, cacciaviti e un piede di porco.

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