Venerdì, 14 Maggio 2021
Cronaca Arino

Arino o Bazzera non fa differenza: scoperta banda dei furti in Autogrill

Quattro nomadi residenti a Treviso ripulivano le auto in sosta grazie a un telecomando che inibiva la chiusura a distanza. Fermati in A4 a Dolo

L'area di servizio dove la banda è stata bloccata

Bastava azionare il "diabolico" telecomandino e la chiusura dell'auto a distanza non sarebbe andata a buon fine. Lasciandola alla mercé di una banda di predoni dei veicoli in sosta che aveva eletto a proprio campo di azione privilegiato le aree di servizio di Limenella, nel Padovano, di Arino di Dolo e della Bazzera. O almeno in queste tre stazioni, anche attraverso le telecamere di sicurezza, i furti alla fine sono stati attribuiti con certezza ai quattro malintenzionati.

Si tratta di nomadi che hanno dichiarato la loro residenza a Treviso: un minore di 16 anni, un 28enne, una 36enne e una 52enne. La banda si muoveva sempre a bordo di una Renalt Clio nera ripetutamente segnalata mentre si aggirava nei parcheggi dove sono stati perpetrati i furti. Da aprile a luglio, dunque, in più persone si sono viste il proprio abitacolo "ripulito" dopo essere scesi per una sosta. Fino al 16 luglio scorso, quando qualcosa per i furfannti è andato storto. La polizia stradale è intervenuta alla stazione di servizio di Arino Ovest, in direzione Padova, per la segnalazione di un allarme in funzione. A quel punto alcuni testimoni avevano visto la "solita" Clio uscire dalla stazione e riprendere la corsa in autostrada.

Dopo circa una ventina di minuti, però, i quattro sono tornati sul luogo del delitto. Solo sulla carreggiata opposta, in direzione Venezia. Evidentemente la loro giornata di "lavoro" doveva continuare. A fermarli ci ha pensato una seconda pattuglia della polstrada, sulle sue tracce. Per i componenti della banda una denuncia per furto aggravato in concorso, visto e considerato che a bordo sono stati sequestrati telecomandi distorsori e alcuni cappelli indossati per evitare di essere riconosciuti.

I quattro avevano un modus operandi consolidato, ricostruito anche grazie alle telecamere di sicurezza: due di loro si avvicinavano al veicolo da derubare per un sopralluogo, un terzo faceva da "palo" e un quarto rimaneva alla guida della Clio per agevolare la fuga. Dopo la denuncia si è potuto attribuire alla banda almeno tre furti perpetrati in precedenza: il 5 giugno scorso nell'area di servizio di Limenella venne trafugato un borsello con all'interno 5mila euro. Le telecamere immortalarono la Renault Clio in fuga. Sempre a giugno la polstrada è dovuta intervenire alla Bazzera Nord per il furto di una borsa con circa mille euro e documenti vari. Anche in questo caso il derubato ricordava nelle vicinanze la Clio scura con a bordo quattro persone. Pochi giorni più tardi una turista in sosta in un'area di servizio di Arino di Dolo, invece, ha segnalato il furto di uno zaino. C'era un'auto scura con targa italiana parcheggiata alla sua destra con a bordo più adulti.

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