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I segni della rapina di giugno sul volto di Riccardo, figlio di Cristina Nalin

I segni della rapina di giugno sul volto di Riccardo, figlio di Cristina Nalin

Oriago: a due mesi dalla rapina con pestaggio di nuovo i ladri in casa Nalin

La madre Cristina, che a giugno finì in ospedale: "Vivo in una situazione psicologica difficile". La notte di Ferragosto madre e figlio hanno sorpreso intrusi nella loro abitazione, poi scappati

"Ora sono tornate tutte le paure, vivo in una situazione psicologica difficile". Cristina Nalin, titolare dell'omonima lavanderia di Oriago di Mira, deve ancora riprendersi del tutto dalla rapina con pestaggio che ha subito lo scorso giugno in casa, dove si trovava col figlio Riccardo. Nemmeno il tempo di allontanare i fantasmi di quella visita indesiderata che la notte di Ferragosto i ladri si sono di nuovo introdotti nella sua abitazione, che si trova proprio sopra la lavanderia in via Risorgimento.

 

A raccontare a Il Gazzettino quanto accaduto è il figlio della donna, anch'egli molto scosso: "Eravamo stati assenti tutta la giornata - spiega - poi al nostro ritorno abbiamo intuito che c'era qualcosa di strano". Dopo due mesi c'erano ancora intrusi in casa. Stavolta, però, l'epilogo è stato diverso. Migliore rispetto alle conseguenze della rapina precedente. I malviventi, infatti, vistisi scoperti, se la sono data a gambe. "Io ne ho visto solo uno - spiega Riccardo - ma mi sono accorto di un trio di gente sospetta in questi giorni girare in zona. Secondo me sono stati loro". Non è stato rubato nulla stavolta, anche se si sono registrati un vetro rotto e danni ad alcuni serramenti.

L'edificio, purtroppo, si trova a suo modo in una posizione "strategica". Può essere infatti raggiunto attraverso una passeggiata a lato del canale Naviglio, avvalendosi dell'oscurità, poi introdursi nell'appartamento attraverso la lavanderia, dove, spiegano i padroni di casa, non c'era l'allarme.

"Ogni minimo rumore è fonte di preoccupazione", si sfoga Cristina, che a giugno finì in ospedale per le percosse subite. I carabinieri intanto sono impegnati nell'individuare i ladri: avrebbero, secondo quanto racconta la donna, anche individuato un cappellino che potrebbe essere di uno dei malviventi. Ai Ris il compito di stabilirlo con certezza.
 

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