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I ladri entrano in casa e squarciano la cassaforte, nessuno sente nulla

Il colpo sabato in un'abitazione di Arino di Dolo. Bottino di diverse migliaia di euro tra gioielli e contanti. Vittima una coppia di coreani

Un colpo che per certi versi potrebbe sembrare fotocopia rispetto a quello messo a segno nel gennaio scorso a poche centinaia di metri di distanza (DETTAGLI). I ladri forzano la porta d'ingresso dell'abitazione, mettono a soqquadro tutto e poi squarciano la cassaforte con un flessibile. Svuotandola. Dopodiché la fuga in pieno giorno (non è chiaro però l'orario esatto di quando il raid sia stato perpetrato) con un bottino ingente. Tra contanti e gioielli quest'ultimo potrebbe rivelarsi di diverse migliaia di euro, visto che i delinquenti hanno avuto il tempo di ripulire tutto ciò che hanno trovato di valore.

Il furto in una via centrale di Arino di Dolo, a pochi passi dalla chiesa del paese. Ma nessuno a quanto pare si sarebbe accorto di nulla. I due coniugi coreani che risiedono in una porzione di villetta a schiera sabato scorso escono di prima mattina: c'è un locale da gestire e serve quindi muoversi presto. Da allora fino alla tarda serata l'abitazione rimane incustodita. Un arco di tempo molto esteso in cui i banditi possono essere entrati in azione. E' probabile che all'esterno fosse presente anche un "palo", in modo da segnalare la presenza di qualche persona sospetta in grado potenzialmente di mettere i bastoni tra le ruote ai delinquenti. Fatto sta che a un certo punto quest'ultimi (non è chiaro quanti) scavalcano la recinzione e forzano la serratura della porta d'ingresso.

Una volta all'interno serve trovare dove si nasconde la cassaforte: quadri spostati e camere completamente ribaltate. Fino a quando i malintenzionati non trovano ciò che stavano cercando. A quel punto con un flessibile squarciano il forziere facendo razzia. Sarebbero spariti molti contanti e diversi gioielli. Del resto le famiglie di origini orientali (e i ladri lo sanno) usano spesso per abitudine custodire in casa grandi somme di denaro liquido. La visita indesiderata si è conclusa con la fuga dalla stessa porta da cui i banditi erano entrati. Salendo con ogni probabilità a bordo dell'auto di un complice che aspettava nei paraggi. Un colpo molto simile, come detto, venne perpetrato in un'abitazione singola di via Parolini a gennaio. Anche in quel caso venne usato un flessibile ma nessuno si accorse di nulla.

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