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Cronaca San Marco / piazza San Marco

Novelli Lupin per rapinare Correr e palazzo Ducale "chiavi in mano"

Una guardia giurata di Malcontenta faceva da talpa per una batteria pronta a entrare in azione pistola in pugno. In manette altri due criminali

Voleva fare il grande salto. Basta supermercati, basta uffici postali. O meglio, andavano benissimo pure quelli per far soldi, ma molti di più si sarebbero potuti accumulare attraverso due colpi in grande stile in alcuni tra i musei più famosi al mondo: il Correr e il Palazzo Ducale. Opere inestimabili, lauti incassi per i migliaia di turisti che ogni giorno affollano corridoi e stanze dei simboli di piazza San Marco.

Se poi uno ha la copia delle chiavi tutto diventa più semplice. Per questo motivo D.B., donna 55enne di Malcontenta, guardia giurata infedele che lo scorso anno aveva prestato servizio di sicurezza nei due edifici, è stata arrestata dai carabinieri del nucleo investigativo di Venezia. L'intercettazione ambientale che ha messo in allarme gli investigatori dell'Arma è del luglio 2012. Gli inquirenti erano sulle tracce della banda di rapinatori "imperniata" sulle informazioni riservate che la donna spifferava.

A un certo punto si parla di Correr e Ducale. Il primo da assaltare pistola in pugno entro l'estate, il secondo a inizio autunno. La donna, a quanto sembra, aveva già iniziato a organizzare il viaggio clandestino di eventuali capolavori trafugabili e si era messa alla ricerca di possibili ricettatori. Tutto è poi rimasto allo stato embrionale o poco più. I carabinieri, infatti, hanno fatto di tutto per mettere i bastoni tra le ruote alla guardia giurata e alla batteria (su cui continuano gli accertamenti) che avrebbe dovuto materialmente entrare in azione. Alcuni componenti sarebbero del Veneziano, altri verrebbero da fuori provincia. Ancora non si sa però quanti siano e fino a che punto il piano fosse stato messo a punto. Di certo per questo tipo di blitz serve conoscenza del centro storico e "strategia".

Le forze dell'ordine hanno continuato a raccogliere indizi. Facevano trovare agenti nei luoghi "sensibili", in modo da "farsi vedere". Tant'é che le rapine non sono state perpetrate, ma sulla carta erano sempre pronte. Per questo sono scattate le manette per la donna, che in virtù della sua professione faceva da informatrice ad altra "manovalanza" del crimine. Una talpa punto di riferimento di diversi banditi.

Come nel caso di un paio di rapine: una del 4 novembre 2011 ai danni del supermercato D Più e una di venti giorni più tardi al supermercato Prix. Entrambi esercizi di Marghera. Simile il modus operandi: due rapinatori travisati sono entrati pistola in pugno in orario di apertura, hanno minacciato i presenti e si sono fatti consegnare i soldi. Nel secondo caso, però, legarono e imbavagliarono il direttore. Poi la fuga. Da lì i carabinieri sono partiti per mettere assieme il quadro indiziario che ha portato alle tre ordinanze di custodia cautelare nei confronti, oltre della 55enne, anche di una 23enne di Castello e un 51enne di Marghera (che devono rispondere anche di sequestro di persona).

Entrambi con problemi di droga, al pari della guardia giurata devono quindi rispondere delle due rapine (i testimoni avevano parlato di delinquenti che conoscevano bene come muoversi). L'agente infedele durante i colpi aveva eseguito dei giri di controllo e in un caso aveva addirittura accompagnato "alla base" i due banditi con la propria auto. Durante le perquisizioni domiciliari gli inquirenti hanno sequestrato tra il garage del 51enne, l'abitazione della guardia giurata e un'altra abitazione di una persona legata agli arrestati otto pistole finte. Requisiti anche due scaldacollo usati per nascondere il volto. Durante le indagini è finito in manette anche il colpevole di una rapina al bar Eden di Spinea di inizio 2012. Aveva sospetti legami con la banda, ma poi è risultato un criminale "solitario".

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