Martedì, 21 Settembre 2021
Cronaca Chioggia

Ancora furti di rame a Chioggia, ladri nei cantieri e nelle case

I delinquenti vanno all'assalto di grondaie, fili elettrici e persino ornamenti tombali, tutto pur di mettere le mani sul nuovo "oro rosso"

C'è chi va a caccia di contanti e gioielli e chi, con lo stesso metodo criminale, da tempo si è invece dato a traffici forse meno rischiosi ma sicuramente altrettanto ricchi: non sono solo i topi d'appartamento, infatti, a tenere sotto scacco gli abitanti delle periferie della provincia, anche i ladri di rame, stando a quanto riportato nel Gazzettino, in queste ultime notti si sono dati parecchio da fare. E così tra Chioggia e Sottomarina le segnalazioni di furti si moltiplicano.

METALLI PREZIOSI – Da anni ormai il rame è diventato, a tutti gli effetti, il nuovo “oro rosso” per la microcriminalità italiana, in un traffico clandestino che se inizialmente attirava principalmente gli stranieri oggi conta sempre più malviventi “made in Italy”, spesso spinti dalla crisi o dalle prospettive di guadagni facili. Un chilo di rame, d'altronde, al mercato nero può venire valutato anche otto euro (ovvero otto volte l'equivalente in ferro), facile quindi capire perché tutto questo interesse per grondaie e fili elettrici.

DALLE CASE AI CIMITERI – Solitamente i ladri di rame preferiscono colpire dove non rischiano di incontrare resistenza: cantieri, piccole stazioni ferroviarie, cimiteri, ma i più spregiudicati non si fanno remore a scavalcare qualche cancello privato se attirati da una “preda” particolarmente ghiotta. È quello che è successo a Isola Saloni, dove un gruppetto di malviventi aveva cercato di strappare via la grondaia da un'abitazione; il gran fracasso ha svegliato i residenti e i criminali si sono dati alla fuga, salvo poi cercare di recuperare il loro bottino a bordo di uno scooter, a distanza di qualche minuto. Anche in questo caso, però nessuna fortuna per i furfanti. Diversa la storia nel cantiere di palazzo Vespucci, a Sottomarina, dove in una sola notte i banditi hanno fatto sparire ogni filamento elettrico e ogni cavo dell'alta tensione su cui sono riusciti a mettere le mani: l'impianto ora è completamente da rifare. A chiudere il desolante elenco la situazione nei cimiteri della zona: da tempo i parenti dei cari estinti sepolti a Chioggia hanno rinunciato ai piattini di rame come sottovaso, dato che difficilmente sopravvivono un mese tra le lapidi, ma più di una volta i ladri hanno anche cercato il “colpo grosso”, dando l'assalto agli impianti di scolo delle varie cappelle. Una situazione ormai insostenibile.

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