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Troppi furti all'Ulss10, l'azienda corre ai ripari: "Ridotte le casse"

L'ultima incursione alla sede periferica di Eraclea a fine maggio: spariti duemila euro in contanti. Il dg Bramezza: "C'è qualche ben informato"

Troppi furti e troppi danni. L'Ulss10, l'azienda sanitaria del Veneto orientale, corre ai ripari. Dopo l'ennesima incursione di qualche malintenzionato in una sede periferica sanitaria, stavolta a Eraclea, il direttore generale Carlo Bramezza ha disposto che a partire dal 1 luglio le operazioni che prevedono la riscossione e il maneggio di denaro in alcuni dei presidi sanitari saranno drasticamente ridotte. Del resto sono un costo che a volte viene vanificato da qualche incursione notturna.

L'ultimo furto si è verificato nella notte tra il 28 e il 29 maggio, quando un intruso è riuscito a mettere piede nella sede periferica di Eraclea forzando la porta d'ingresso in alluminio in via Marconi. Si è subito diretto verso la cassaforte, da cui sono stati portati via circa 2mila euro in contanti e 32 blocchetti di buoni pasto. Un bottino piuttosto ingente, sparito nel nulla in pochi minuti. L'allarme è stato lanciato solo la mattina seguente, quando il personale ha raggiunto la struttura per iniziare il proprio turno di lavoro. Dopodiché inevitabile la denuncia ai carabinieri. Un colpo che fa il paio con il recente furto di un ecocardiografo nel reparto di Cardiologia dell'ospedale di Portogruaro da 25mila euro e con una incursione di un anno fa in cui tre ladri riuscirono a fare incetta di costosi medicinali per un valore di decine di migliaia di euro a San Donà.

Episodi che hanno quindi indotto il direttore generale Bramezza a cercare di "chiudere i rubinetti": “Purtroppo si tratta dell’ennesimo furto che si aggiunge ad altri in cui sono scomparsi nel nulla ecografi, medicinali di alto costo e altro, in varie sedi aziendali - commenta il direttore generale - Credo che a monte dei vari episodi ci sia la complicità di persone ben informate sull’attività svolta dai servizi, che dunque sanno dove colpire o indirizzare chi deve compiere l’illecito. Questi fatti gravi – continua Bramezza – inducono a una seria riflessione sulla sicurezza, sia per quanto riguarda gli operatori che l’integrità delle sedi periferiche aziendali; per tali motivi, dal primo di luglio, verrà avviata una riduzione delle attività che prevedono la riscossione e il maneggio di denaro in alcune sedi decentrate, dove, a fronte dei ricavi, non è giustificata la presenza di una cassaforte o di un’emettitrice automatica”.

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