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Tornano i ladri degli uffici pubblici: due raid nella notte a Marghera. Bettin: "Allarmi spenti"

Le due recenti incursioni fanno il paio con i furti dell'altro giorno in municipio. Dstributori nel mirino. Il presidente della Municipalità: "Il Comune ha fatto scadere i contratti"

Sono tornati a colpire, consci con ogni probabilità che il sistema d'allarme non avrebbe funzionato. Ennesimo furto con scasso negli uffici della municipalità di Marghera, dopo l'incursione di pochi giorni fa nei locali dell'Anagrafe e del Municipio. Nella notte tra domenica e lunedì i ladri hanno fatto il bis. Sono penetrati, forzando una serratura, negli uffici dei messi notificatori di via Scarsellini e hanno messo ko le macchinette del caffè per trafugare le monetine. Stesso copione anche nella sede municipale di via della Rinascita, dove trovano spazio i servizi sociali e quelli educativi. Anche in questo caso nel mirino sono finiti i distributori automatici di bevande e alimenti, razziati di soldi e di qualche merendina. Gli intrusi poi si sono trasformati in vandali: hanno infatti svuotato il contenuto degli estintori nelle varie stanze. 

Due raid nella notte

"Anche in queste sedi il segnale d’allarme che attiva le sirene e che avverte in tempo reale la vigilanza è spento da inizio mese - attacca il presidente della Municipalità, Gianfranco Bettin - avendo il Comune di Venezia, malgrado i nostri solleciti, lasciato scadere il contratto senza rinnovarlo, lasciando scoperti questi e altri uffici pubblici ed edifici scolastici del territorio. E’ desolante e difficile, in queste condizioni, lavorare, come pure stiamo facendo, in prima linea, in una frontiera notoriamente difficile, pur essendo rimasti senza deleghe, senza risorse e senza strumenti". 

Bettin: "Ci stanno tagliando tutto"

Lo sguardo del presidente della municipalità si allarga alla situazione generale: "Il servizio sociale di Marghera è ridotto ai minimi storici, e così i vigili urbani locali, che faticano perfino a tenere aperta la sede di piazza Municipio - sottolinea Bettin - L’ufficio Casa, che era in municipio, è stato trasferito a Mestre e Venezia, i lavori pubblici territoriali, già in via Scarsellini, che svolgevano interventi di prossimità (strade, marciapiedi, edifici, manutenzioni) sono stati chiusi e trasferiti a Mestre, l’ufficio Cultura è stato chiuso, sono state burocratizzate e centralizzate le attività con associazioni, per manifestazioni, feste, sagre, complicando inutilmente le cose. Si sperava - conclude - che almeno il Comune conservasse gli uffici la cui gestione ha avocato a sé in sicurezza, protetti da ladri e vandali. Invece no".

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